Pisa: fermati i complici del rapinatore ucciso

Un'immagine della gioielleria dove è avvenuto il delitto (Fotogramma)
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Tre persone fermate con l'accusa di aver fatto parte della banda che lo scorso 13 giugno assaltò una gioielleria. Durante l'assalto un malvivente fu ucciso dal negoziante

Si chiude il cerchio sulla banda di malviventi protagonisti del tentativo di rapina in gioielleria compiuto a Pisa lo scorso 13 giugno, a seguito del quale uno dei malviventi morì per un colpo di pistola sparatogli dal negoziante. I Carabinieri hanno individuato e fermato i tre complici del rapinatore ucciso.

I fermati

Le tre persone sottoposte a fermo hanno 31, 43, e 39 anni, e vengono rispettivamente da Aprilia (Latina), Pisa, e Pomezia (Roma). Dopo il tentativo di colpo costato la vita al loro complice, nel tardo pomeriggio del 13 giugno, si erano dati alla fuga.

L'assalto

La banda era giunta sul posto molto probabilmente con una Fiat Panda rubata, ritrovata nelle immediate vicinanze della gioielleria di via Battelli, a ridosso del centro della città toscana. Nel negozio sarebbero entrati in due, con il terzo complice che faceva il palo all'esterno. All'interno si trovava invece il gioielliere, insieme alla moglie.

Lo sparo

Da quanto emerso, il gioielliere, già rimasto gravemente ferito nel 1999, quandò subì un altro assalto, avrebbe preso la sua pistola, e con l'arma avrebbe intimato ai banditi di restare calmi e andarsene. Ma a quel punto uno di loro avrebbe sparato verso la moglie, senza colpirla. Il titolare del negozio avrebbe dunque reagito sparando a sua volta, e colpendo a morte uno dei banditi.

La ricostruzione del pm

"Da una prima ricostruzione – aveva dichiarato il sostituto procuratore Paola Rizzo, titolare delle indagini – il bandito che poi è riuscito a fuggire ha sparato e a quel punto Ferretti ha reagito sparando a sua volta e ferendo a morte l'altro rapinatore colpendolo a un fianco".

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