Dal “Mondo di Mezzo” alla minigonna: le parole di "Mafia Capitale"

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Dalle migliaia di pagine e dagli audio e video delle intercettazioni sono emerse negli anni diverse affermazioni che sono diventate emblematiche della vicenda che ha coinvolto Roma, prima su tutte la citazione di Carminati de Il signore degli anelli

Vent’anni di carcere per Massimo Carminati, 19 per Salvatore Buzzi. Si è concluso così il primo grado del processo Mafia Capitale, nome forse ormai improprio visto che l'accusa di associazione mafiosa è caduta per 19 imputati. La sentenza è arrivata a un anno e mezzo dall’inizio del procedimento e a quasi tre anni da quel 2 dicembre 2014, quando il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone rivelò l’esistenza del “Mondo di Mezzo”. "C'hanno paura di lui, che cazzo devono fare?", è la frase di Buzzi riferita da Pignatone in conferenza stampa, una delle tante emerse dalle migliaia di pagine e dagli audio e video delle conversazioni registrate dagli investigatori che hanno scoperchiato il sottobosco della politica e del crimine romani. Lo stesso ex Nar, intercettato, aveva detto: "Pignatone non gioca, rovescerà la città".

Il “Mondo di Mezzo”

La frase forse più conosciuta, dalla quale ha preso il nome l’indagine del Ros, è quella in cui Carminati parla del “Mondo di Mezzo”, prendendolo in prestito dal fantasy Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, per spiegare dove si ritrovano i colletti bianchi (Mondo di Sopra) e i criminali (Mondo di Sotto): "Ci sono i vivi sopra e i morti sotto e noi in mezzo - dice - C'è un mondo in cui tutti si incontrano, il mondo di mezzo è quello dove è anche possibile che io mi trovi a cena con Berlusconi...". Ma sulla strada "comandiamo sempre noi - dice Carminati all’amico Riccardo Brugia parlando di una terza persona - non comanderà mai uno come te".

La droga rende meno dei migranti

In testa alle cronache è finita anche l’affermazione di Buzzi che, parlando del business dei migranti da accogliere, dice che "il traffico di droga rende di meno". E a ridosso di Capodanno in un sms scrive: "Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l'erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale". 

Da Alemanno a Marino

Al centro dei discorsi tra Carminati e Buzzi c’è spesso la politica, come quando il “cecato” esorta il ras delle cooperative a "mettersi la minigonna" e ad "andare a battere con questi", ovvero ingraziarsi la nuova giunta di Ignazio Marino. E Buzzi impara subito la lezione dell'economia bipartisan: "Se vinceva Alemanno ce l'avevamo tutti comprati", dice quando Marino diventa sindaco, ma dopo qualche tempo aggiusta il tiro e riflette: "Lui (Marino) se resta sindaco altri tre anni e mezzo col mio amico capogruppo se magnamo Roma". E l’ex Nar, in un’altra occasione, precisa: "Questi consiglieri comunali devono sta' ai nostri ordini. Ma perché io devo sta' agli ordini tuoi? Te pago, ma vaffa...".

Il re di Roma, il Nero e il Samurai

È quasi sempre l'ex terrorista nero a pronunciare le frasi più emblematiche, anche se in certi casi la sua mitizzazione sembra dargli fastidio: "M'hanno chiamato re di Roma, Er Cecato, il Nero di Romanzo criminale, il Samurai di Suburra, ma non scherziamo! - dice Carminati citando inchieste giornalistiche e narrativa - Nel mio ambiente queste cose ti rendono ridicolo, non ti danno potere". Ma, ripensandoci, in un'altra occasione si vanta: "È il re di Roma che viene qua".

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