Appalti truccati in comuni della provincia di Bari, 12 arresti

Foto d'archivio (Fotogramma)
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Ai domiciliari anche il sindaco di Altamura che avrebbe accettato 15mila euro per favorire una società nei bandi di gara del Comune. Indagato l'assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia. Perquisizioni e sequestro di ingenti somme di denaro

 

Presunte corruzioni di pubblici ufficiali e alterazione di procedure per l’affidamento di appalti pubblici in diversi Comuni della provincia di Bari. In un si stema che coinvolgeva sia politici sia dirigenti. È quanto scoperto dagli inquirenti nell’operazione “pura defluit” nel corso della quale sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 12 persone (due in carcere e dieci ai domiciliari). Agli arresti domiciliari è finito anche il sindaco di Altamura, Giacinto Forte, mentre è stato portato in carcere il vicesegretario del Pd di Acquaviva delle Fonti, Roberto Ottorino Tisci. Rimane invece indagato a piede libero l'assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia, Giovanni Giannini.

Somme di denaro in cambio di appalti

Al centro del sistema di appalti c'è la Besa costruzioni srl il cui gestore è finito in carcere. In particolare, viene contestata l'istigazione alla corruzione: il gestore della società e Tisci, in qualità di "intermediario", avrebbero proposto una somma di 2mila euro - non accettata e oggetto di denuncia ai carabinieri - al vice-sindaco di Acquaviva delle Fonti. Gli avrebbero poi promesso "altri 10/15mila euro". Il pagamento sarebbe servito a indurre il vice-sindaco a favorire la società nell'aggiudicarsi la gara d'appalto per i lavori di "ampliamento dell'impianto per il riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue rilasciate dal depuratore di Acquaviva delle Fonti". L'intervento era stato ammesso al finanziamento della Regione Puglia per l'importo di 2milioni di euro e la pubblicazione del bando era imminente.

Il coinvolgimento del sindaco di Altamura

Il sindaco di Altamura, invece, avrebbe accettato 15mila euro in contanti dal gestore di Besa costruzioni e di un altro uomo, sempre con la complicità di Tisci. L'obiettivo era quello indurre a favorire la società nelle gare d'appalto che Altamura stava per indire e a cui il Comune era stato ammesso con riserva del finanziamento della Regione. "La dazione della somma", sostiene la Procura, "è stata eseguita il 28 marzo scorso all'interno della sede sociale di Besa Costruzioni srl, in Altamura, dove Forte si era recato".

Il caso di Castellana Grotte

Nel sistema di corruzione sarebbe coinvolto anche un altro dirigente, quello del Settore VI - Lavori pubblici del Comune di Castellana Grotte. Avrebbe ricevuto 6mila euro dal gestore di Besa costruzioni per far sì che venissero favoriti gli interessi dell'azienda nella fase di predisposizione del bando di gara perll'appalto di "interventi di ripristino" sulla scuola secondaria di primo grado Silvia Viterbo. Le pressioni sarebbero state esercitate anche per la "rifunzionalizzazione delle infrastrutture per il trattamento, lo stoccaggio ed il riutilizzo delle acque reflue depurate", già indetta dal Comune di Castellana Grotte. 

Il ruolo dell'assessore ai Lavori pubblici

Per quanto riguarda le indagini sull'assessore ai Lavori pubblici, risulta che un imprenditore di Polignano a Mare lo avrebbe corrotto con arredi domestici per la figlia, in cambio del suo interessamento per agevolare alcune pratiche in corso con la Regione a beneficio di un ristorante. Giannini avrebbe dovuto intercedere, senza risultati, presso la Sovrintendenza ai Beni culturali di Bari per l'approvazione di un progetto di variante relativo ai lavori sul ristorante. 

Perquisizioni in diversi Comuni

In corso varie perquisizioni a Bari, Roma, Altamura, Acquaviva delle Fonti e Castellana Grotte, oltre che e in altri Comuni del Sud-barese. Sono state sequestrate grandi somme di denaro e ispezionati uffici della Regione, e dei Comuni interessati, oltre che abitazioni, studi professionali e sedi aziendali. Inoltre, i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Bari stanno eseguendo un obbligo di dimora. 

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