Palermo, perquisizioni in sede club rosanero e a casa di Zamparini

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini: anche casa sua perquisita dalle fiamme gialle (Getty Images)
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L'operazione è stata effettuata nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzano diversi reati tra cui falso in bilancio e riciclaggio

Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede della squadra di calcio del Palermo sono avvenute questa mattina, nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.

Zamparini nel mirino

Stando a quanto si è appreso, le perquisizioni interessano anche l'abitazione del proprietario del club rosanero Maurizio Zamparini e gli uffici del suo gruppo. Una decina di finanzieri, in abiti civili, si sono recati nello stadio Renzo Barbera, che ospita la sede sociale del Palermo, per acquisire atti e documenti. Diversi i dipendenti della società presenti.

L'addio di Baccaglini

Nei mesi scorsi il Palermo, che quest'anno è retrocesso in Serie B, era stato al centro delle cronache per la presunta acquisizione da parte del presidente Paul Baccaglini. Nei giorni scorsi, però, con una nota ufficiale, la società aveva annunciato le dimissioni della maggioranza del CDA, con il conseguente addio alla carica di presidente da parte di Baccaglini e la gestione provvisoria affidata proprio a Zamparini.

I debiti del Palermo

Il debito del Palermo ammonta ad almeno 40 milioni di euro, come svelato dallo stesso proprietario nei giorni scorsi. "Una decina di questi milioni di debiti sono con Unicredit e Banca Nuova, una ventina con i procuratori e circa 6-7 milioni di contenzioso con l'Agenzia delle entrate", ha spiegato Zamparini. Riguardo al debito con l'erario, una parte – 1,8 milioni – è stata rateizzata e saldata per circa la metà, mentre sulla parte restate al momento non risulta ci sia alcun accordo. È dei mesi scorsi il pignoramento di 200mila euro nei conti societari da parte di Riscossione Sicilia, per vecchi debiti che secondo Zamparini (il quale ha aperto un contenzioso in quanto ritiene di essere stato truffato) risalirebbero alla gestione Sensi.

"Palermo società sana"

"Il Palermo è una società sana, siamo tra maggiori contribuenti delle entrate fiscali della regione Sicilia", ha più volte ribadito Zamparini, che ha rifiutato un'offerta pari a venti milioni per la cessione della squadra. "Dai dati rilevati durante gli anni della mia gestione – ha concluso l'ex patron – cioè dal 2002-2003 a oggi, la società ha versato come imposte la cifra di 265 milioni di euro. E nella stagione 2015-2016 quasi 25 milioni di euro".

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