Don Mauro Inzoli ridotto allo stato laicale da Papa Francesco

L'ex sacerdote Mauro Inzoli fotografato nel 2004 (Fotogramma)
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E' stata confermata la decisione già presa da Benedetto XVI, contro la quale era stato presentato ricorso. Il vescovo Daniele Gianotti: non potrà più fare il sacerdote, ma "non è scomunicato"

Non è più sacerdote don Mauro Inzoli: Papa Francesco lo ha ridotto allo stato laicale, secondo il diritto canonico, confermando di fatto una decisione già presa dal suo predecessore, il Papa emerito Joseph Ratzinger, contro cui però il prete aveva fatto ricorso. La decisione definitiva è stata resa nota dal vescovo di Crema Daniele Gianotti attraverso il sito della diocesi. Si è giunti così alla sanzione più grave in cui può incorrere un religioso. L'ormai ex sacerdote era stato condannato per abusi sui minori. Il vescovo Gianotti ha spiegato che "nei giorni scorsi, la congregazione per la Dottrina della Fede mi ha comunicato la decisione, presa da Papa Francesco il 20 maggio scorso con sentenza definitiva, di dimettere don Mauro Inzoli dallo stato clericale". 

La condanna e il risarcimento

Nel giugno del 2016 don Mauro Inzoli era stato condannato dal Tribunale di Cremona a 4 anni e 9 mesi per abusi sessuali ai danni di cinque ragazzi, il più piccolo di 12 anni e il più grande di 16 (al momento dei fatti). Alle cinque vittime il sacerdote, che per trent'anni è stato la guida di Cl a Cremona, aveva già risarcito il danno: 25mila euro a testa. "Non possiamo pensare - ha aggiunto il vescovo Gianotti - che il Papa sia giunto a una decisione così grave senza aver vagliato attentamente davanti a Dio tutti gli elementi in gioco, per arrivare a una scelta che fosse per il bene della Chiesa e al tempo stesso per il bene di don Mauro: perché nessuna pena, nella Chiesa, può essere inflitta se non in vista della salvezza delle anime, che può passare anche attraverso una pena così grave, la più grave che possa essere inflitta a un sacerdote. Accogliamo dunque con piena docilità al Papa questa decisione - esorta il vescovo - custodendola prima di tutto nel santuario della preghiera". Il vescovo precisa inoltre che don Inzoli non potrà esercitare le funzioni sacerdotali, ma "non è scomunicato".

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