Maturità: ecco come calcolare il voto finale

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Gli studenti sono chiamati a confrontarsi con tre prove scritte e un colloquio orale che, sommati, valgono massimo 75 punti. Il resto della valutazione risulta da quanto accumulato nei tre anni precedenti, con i crediti. Ma a disposizione ci sono anche i "punti bonus"

Inizia il 21 giugno la maturità per l’anno scolastico 2016/2017 e, oltre che al tototracce per i temi e agli ultimi ripassi, è tempo anche di calcoli. Il voto finale, infatti, è dato non solo dai punteggi raggiunti nelle tre prove scritte e in quella orale, ma anche da un insieme di fattori che tiene conto del percorso scolastico e del rendimento degli studenti negli ultimi tre anni di scuola.

I crediti scolastici

Il voto finale è calcolato in centesimi e la sufficienza si raggiunge a 60. Il massimo a cui si può aspirare, invece, è 100 con lode. Un quarto del punteggio finale è dato dai crediti scolastici: 25 punti totali accumulati durante gli ultimi tre anni di studi in base alla media scolastica e, in alcuni casi, con l'integrazione di attività extrascolastiche svolte in diversi ambiti. Si va da un minimo di tre a un massimo di otto punti nei primi due anni, per passare da quattro a nove punti nell’ultimo anno.

Le prove scritte

Un’altra parte - la più importante - del voto è costituita dalle tre prove scritte che valgono 45 punti, 15 ognuna. Per raggiungere la sufficienza, in questo caso, bisogna ottenere almeno dieci in ogni scritto. La commissione esaminatrice (quest’anno saranno più di 12mila e si possono cercare qui) valuterà gli elaborati e comunicherà i punteggi agli alunni prima degli orali.

Il colloquio orale

Il colloquio, che si svolge fra il candidato e i membri della commissione costituita sia da professori interni che esterni, rappresenta l’ultima fase della maturità. Questa parte vale 30 punti e la sufficienza viene raggiunta a 20. Generalmente, si inizia con l’esposizione di una tesina su un argomento approfondito dallo studente, per poi estendere le domande a tutte le materie affrontate in classe nel corso dell'anno.

I "punti bonus" e la lode

Il sistema prevede anche l’utilizzo dei cosiddetti "punti bonus". Li ottengono solo gli studenti che hanno raggiunto un punteggio di almeno 70/100, tra le prove scritte e quelle orali (su un totale di 75), e che hanno "credito di 15 punti", come stabilito dal Miur. I "punti bonus" possono andare da un minimo di uno a un massimo di cinque, a discrezione degli esaminatori. Ma c’è anche un altro scenario: quello della lode. Per ottenerla, negli ultimi tre anni di studi, non bisogna mai aver avuto un voto inferiore all’8 in pagella. Inoltre, bisogna presentarsi all’esame con 25 punti di credito e ottenere 45 punti nelle prove scritte e 30 punti all'orale, senza usufruire del bonus.

Cosa cambia nel 2019

Per via dei provvedimenti sulla Buona Scuola, nel 2019 questo sistema di punteggio cambierà. Lo schema di decreto sugli esami di Stato prevede che, da quell'anno, gli studenti sosterranno solo due prove scritte, e un colloquio orale. Per ogni prova scritta, i commissari potranno decidere di assegnare massimo 20 punti e lo stesso punteggio massimo potrà essere attribuito alla prova orale. Avranno poi un peso di 40 punti i crediti acquisiti nei tre anni precedenti e la votazione verrà espressa ancora in centesimi. Come ha comunicato il Miur nell'aprile 2017, inoltre, "lo svolgimento delle attività di alternanza scuola-lavoro diventa requisito di ammissione all'esame, insieme allo svolgimento della prova nazionale Invalsi".

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