Maltrattamenti all'asilo, due maestre rinviate a giudizio nel Ragusano

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L'accusa di violenze psicologiche ma non fisiche è sostenuta da intercettazioni video ambientali. "Ti arrivano tanti di quegli schiaffoni maleducato", "Chiamo l'orco così ti mangia": sono alcune delle frasi dette ai bimbi. Rigettata la richiesta di misure cautelari

Maltrattamenti psicologici, e non fisici, con minacce urlate ai bambini in un'aula d'asilo. È questa l’accusa che ha portato al rinvio a giudizio di due maestre della provincia di Ragusa. Accusa sostenuta anche da intercettazioni video ambientali eseguite dalla squadra mobile e la cui diffusione è stata autorizzata dalla Procura. “Ti arrivano tanti di quegli schiaffoni maleducato”, “Chiamo l'orco così ti mangia”, “Ti devi solo vergognare... vergognati!”. Sono alcune delle frasi registrate dalla polizia.

Le intercettazioni

Nei video si sentono le maestre alzare la voce e intimare a uno dei piccoli: “Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni! Sei un bambino insopportabile!”. Un altro che piange è definito “un incubo”, un “disturbo”, e la donna spera che “se ne vada a casa sua e non torni, perché sei uno che non si sopporta più”. Il bambino, in lacrime, replica: “Non vengo più a scuola". E lei di rimando: “Niente, te ne vai... grazie”. A un altro alunno che non ha bevuto l'acqua che la maestra ha versato in un bicchiere, una delle donne chiede: “Perché l'hai voluta, maledetto... delinquente stupido... bestione, sei un bestione”. E poi definisce un altro bambino “un rimbecillito, un tormento che poi si permette di dire che i compagni non vogliono giocare con lui”. La punizione è minacciata così: “Non giochi più con gli altri, ti metto solo". Oppure: “Chiamo l'orco cattivo, che mangia bimbi e bimbe, così se lo mangia, e ce lo toglie dai piedi...”.

Le indagini

Le indagini della polizia di Stato sono partite nel giugno 2016, dopo le segnalazioni di alcuni genitori che erano preoccupati perché i figli non volevano più andare all’asilo, e si sono concluse nel novembre scorso. La richiesta di rinvio a giudizio delle due maestre è stata formulata dai Pm per “maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione”, fatti commessi con “rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri e in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione”. Oltre al rinvio a giudizio, ottenuto, la Procura aveva chiesto anche un'ordinanza cautelare nei confronti delle due donne. Richiesta che è stata rigettata dal Gip perche “non sussistente l'abitualità del reato”.

Prima udienza a marzo 2018

I difensori delle due maestre, dopo il rinvio a giudizio e il no alla richiesta di misure cautelari, hanno fatto notare che nel provvedimento del Gip si evidenzia che “non erano emersi dalle indagini elementi tali da far presumere comportamenti violenti, minacciosi o vessatori nei confronti degli alunni né che tali comportamenti abbiano avuto una gravità tale da cagionare sofferenze psichiche e fisiche agli alunni”. La prima udienza del dibattimento si terrà il 5 marzo 2018.

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