8 Giugno 1987: 30 anni fa nasceva Telefono azzurro

La sede milanese di Telefono azzurro (Fotogramma)
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Fu la prima linea attivata per rispondere alle richieste di aiuto dei bambini vittime di violenza, soprattutto fra le mura domestiche. Ma ora l'emergenza si chiama anche bullismo: nel 2016 segnalato mediamente un caso al giorno

In difesa dei diritti dell'infanzia nasceva in Italia nel 1987, due anni prima della Convenzione OnuTelefono azzurro, riconosciuta "ente morale" con decreto del presidente della Repubblica del 1990.

L'idea di Ernesto Caffo

L'obiettivo con cui 30 fa a Bologna Ernesto Caffo, all'epoca professore di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia, dà vita alla Onlus Telefono azzurro è proprio quello di fornire una risposta alle richieste di aiuto dei minori vittime di violenza, soprattutto quando queste avvengono tra le mura domestiche. A pochi giorni dall'attivazione del numero d'emergenza, che inizialmente era lo 051-22.25.25 (messo anche in musica da Fabio Concato), arrivano centinaia di chiamate, a riprova dell'utilità del servizio.

 

1.96.96 e gli altri numeri

Nel 1990, anno in cui viene riconosciuto come "ente morale" dall'allora capo dello Stato Francesco Cossiga, Telefono azzurro adotta il numero gratuito nazionale 1678-48.048. A fine 1994 il telefono si abbrevia diventando l'attuale 1.96.96, gestito 24 ore su 24 da volontari e utilizzato fino ad oggi da bambini e adolescenti per le richieste di aiuto. Dal 2003 viene attivato anche il 114, gestito per conto del ministero delle Pari opportunità, al quale si possono denunciare – oltre agli abusi – i contenuti violenti sui minori diffusi da Internet, Tv, radio e carta stampata. Dal 2009, infine, c'è il numero 11.60.00 dedicato ai bambini scomparsi.

 

Telefono ezzurro e l'era del web

L'associazione, da sempre modello di riferimento anche per altri Paesi europei, si adatta ai tempi e negli ultimi anni attiva anche uno spazio apposito sul sito Internet e una chat per bimbi, adolescenti e adulti in cui è possibile chattare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22, e il sabato e la domenica dalle 8 alle 20. Lo sviluppo della chat è iniziato a fine 2010 e, secondo un report raccolto nel triennio successivo, quasi la metà dei ragazzi che si fanno vivi online (48,2%) sono adolescenti tra i 15 e 18 anni. Le motivazioni che li spingono a chiedere supporto sono diverse: dai problemi relazionali con mamma e papà (17,6%) a quelli di conflittualità all’interno della famiglia (2,5%), dalle difficoltà per la separazione dei genitori all'inadeguatezza genitoriale.

 

Bullismo e cyberbullismo, i dati

Un report più recente, datato 2016, punta la lente su bullismo (e cyberbullismo), un fenomeno in crescita che coinvolge bambini sempre più piccoli e sempre più ragazze. Un fenomeno che, dai casi gestiti dal Telefono azzurro, ancora troppo spesso costringe le vittime al silenzio e gli adulti a non rendersi conto di quanto sta accadendo. Tra settembre 2015 e giugno 2016 l'associazione ha gestito quasi un caso al giorno di bullismo per un totale di 270: “Un dato preoccupante – si legge nel report – in quanto rappresenta solo la punta dell’iceberg rispetto alla vastità del fenomeno”.

 


 

 

Vip in campo per Telefono azzurro

Da Concato e Gerry Scotti, sono numerosi i Vip che in questi 30 anni hanno "messo la faccia" sul Telefono azzurro, fino ad arrivare alla campagna social di quest'anno #NonStiamoZitti. E anche Papa Francesco, di recente, ha ringraziato pubblicamente l'associazione con un'udienza generale a lei dedicata e un incontro con il fondatore Ernesto Caffo.

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