Rapito e sciolto nell'acido 17 anni fa, quattro arresti per omicidio

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Giampiero Tocco, accusato dell’assassino del boss Giuseppe Di Maggio, era stato sequestrato da finti poliziotti davanti alla figlia di 6 anni. Che con un disegno ha tracciato la strada agli investigatori

Quattro persone sono state arrestate per il rapimento e l’uccisione, 17 anni fa, del mafioso Giampiero Tocco. Il sequestro, da parte di uomini di Cosa nostra travestiti da poliziotti, era avvenuto sotto gli occhi della figlia di sei anni, che aveva disegnato su un foglio la scena a cui a aveva assistito. Proprio il suo disegno aveva tracciato la strada agli investigatori. Oggi, grazie anche alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, la svolta nelle indagini.

Gli arresti

I destinatari del provvedimento restrittivo sono Freddy Gallina, Giovan Battista e Vincenzo Pipitone e Salvatore Gregoli. A loro si è arrivati anche grazie alle rivelazioni dell'ultimo collaboratore di giustizia, Antonino Pipitone, ex capomafia di Carini. I due Pipitone, zii del collaboratore di giustizia, sono nomi storici di Cosa nostra ed erano già detenuti. Gregoli avrebbe fatto parte del commando di falsi agenti che bloccò Tocco e gli intimò di scendere dall'auto. Gallina si trova ora negli Stati Uniti: fermato dal Fbi nei mesi scorsi, è detenuto come clandestino e attende il provvedimento di espulsione dal Paese.

Un caso di lupara bianca

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto fu voluto da Salvatore Lo Piccolo, che avrebbe ordinato il sequestro di Tocco e lo avrebbe sottoposto, dopo averlo torturato in un casolare di campagna di Torretta, a un lungo interrogatorio per accertare chi gli avesse chiesto di uccidere il boss Giuseppe Di Maggio. Il suo corpo sarebbe poi stato sciolto in barile di acido. Negli ambienti mafiosi si sapeva che era Tocco il killer di Di Maggio. Durante la veglia funebre per Di Maggio la madre, intercettata dagli investigatori, avrebbe detto ai parenti: "Giampiero", alludendo a Tocco e indicandolo come assassino. In un'altra intercettazione, al padrino Lo Piccolo, Tocco avrebbe dichiarato a proposito del mandante dell'omicidio Di Maggio che l'ordine era arrivato da "uno molto in alto", alludendo al "capo dei capi" Bernardo Provenzano. E il capomafia Lo Piccolo avrebbe replicato: "Tu non hai capito che quello in alto sono io". Da lì, la decisione di eliminarlo.

Le condanne già avvenute

Per l’omcidio Tocco sono già stati condannati all’ergastolo i mandanti, i capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo, e Damiano Mazzola, che era in macchina con i finti poliziotti. Dodici e 8 anni hanno avuto, invece, i pentiti Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio. Quando venne rapito, Tocco era in auto con la figlia, che all’epoca aveva 6 anni e che venne risparmiata. I Carabinieri, che avevano messo delle microspie sull’auto di Tocco per le indagini sull’omicidio Di Maggio, sentirono la drammatica chiamata della piccola alla madre: “Lo hanno portato via i poliziotti”, gridava la bimba. In mano agli inquirenti, decisivo per le indagini, finì anche un disegno con cui la figlia di Tocco aveva riprodotto l’accaduto.

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