Bimbo morto ad Ancona, autopsia: decesso per encefalite

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Dai primi risultati delle analisi sembra che sia stata una infiammazione dell'encefalo a causare il decesso del piccolo di sette anni. Le complicazioni erano sorte a seguito di un'otite curata soltanto con l'omeopatia 

Un'encefalite, un'infiammazione dell'encefalo. Sarebbe questa, secondo i primi risultati dell’autopsia, la causa della morte del piccolo Francesco, il bambino di 7 anni deceduto il 27 maggio nell'Ospedale “Salesi” di Ancona dopo essere stato curato a casa per un'otite bilaterale solo con preparati omeopatici. Il dottor Mauro Pesaresi, medico legale che ha eseguito le analisi, attende di conoscere l'esito degli esami istologici e il dettaglio dei preparati omeopatici somministrati al bimbo per stabilire le cause dell'infezione con certezza. Per la morte del piccolo risultano indagati, per concorso in omicidio colposo, il medico omeopata che lo aveva in cura e i genitori.

Legale dell'omeopata: "È un uomo distrutto"

L’esame autoptico è stato disposto dalla Procura di Urbino e hanno potuto assistere anche i periti di parte nominati dai tre indagati. “È un uomo distrutto. In 22 anni di professione medica non ha mai avuto un problema che sia uno con un paziente. È estremamente rispettoso del dolore della famiglia del piccolo Francesco e dell'operato della magistratura. Confida negli accertamenti tecnici, che sono appena iniziati, e non intende rilasciare dichiarazioni”, ha detto l’avvocata Maria Lucia Pizza, legale del dottor Massimiliano Mecozzi, l'omeopata indagato. L'interrogatorio del medico non è stato ancora fissato. Nessun commento dall'avvocato Federico Gori, che rappresenta i genitori del bambino. “Per ora la famiglia non intende rilasciare dichiarazioni”, ha detto.

Il piccolo morto per le complicanze di un'otite

Il bambino è morto per le complicanze di un'otite bilaterale: per circa quindici giorni i genitori, due commercianti di Cagli (in provincia di Pesaro e Urbino), l’hanno curato a casa con preparati omeopatici. Solo la sera del 23 maggio, viste le condizioni critiche del bambino, si sono decisi a chiamare il 118. Ma la corsa nell'Ospedale di Urbino e poi il trasferimento al “Salesi” di Ancona sono stati inutili, così come l’intervento neurochirurgico eseguito nella notte del 24 maggio per aspirare l'ascesso cerebrale. L'infezione era ormai troppo estesa e il piccolo non si è più risvegliato dal coma.

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