Segrate, spara alla ex moglie e tenta il suicidio: gravi entrambi

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La donna, di 35 anni, ha riportato una ferita alla nuca, l'uomo, di 38, ha rivolto l'arma contro se stesso. I due hanno 4 figli e si stavano separando

Le aveva chiesto di incontrarsi per discutere della separazione. Ma quello che doveva essere un incontro chiarificatore è stato il loro ultimo appuntamento. Un uomo di 38 anni, pregiudicato per droga, ha sparato alla nuca della sua compagna di 35 anni, in un parcheggio in via Benvenuto Cellini a Segrate, comune alle porte di Milano. Un unico colpo dopo il quale l'uomo ha rivolto l'arma contro se stesso.

Entrambi in gravi condizioni

Sono entrambi in condizioni gravissime in prognosi riservata, il bollettino dei medici non è ottimista. L'uomo è al San Raffaele, la donna al Policlinico. I medici hanno riferito che entrambi sono in condizioni disperate. La più grave è la donna, giudicata "non operabile": potrebbe presto essere comunicata la morte cerebrale. L'arma che l'ha ferita aveva la matricola abrasa.

Quattro figli

La coppia risulta residente a Borghetto Lodigiano, a sud di Lodi, ma viveva stabilmente in via Mac Mahon (Milano) con i quattro figli. Nessuno dei bambini era presente al momento dell'aggressione, si trovavano da parenti. La sera precedente i genitori hanno litigato per l'ennesima volta e la donna aveva deciso di andare a dormire dalla madre, a Segrate. E' lì che il convivente è andato a trovarla per un incontro chiarificatore.

Il movente è la separazione

Il movente di quello che è per ora un tentato omicidio sembrerebbe legato alla recente decisione della 35enne di separarsi, decisione non condivisa dal compagno con cui andavano avanti da tempo i litigi. Nel pomeriggio di oggi, 25 maggio attorno alle ore 16, il 38enne le ha chiesto di incontrarsi per provare a ragionare. Le aveva promesso che sarebbe stato tranquillo. Ma solo ora tutti sanno che aveva una pistola in tasca. I due si sono incontrati sotto casa della mamma di lei. Poi, in scooter, sono arrivati fino al parcheggio all'aperto in via Cellini.

Testimoni

I testimoni hanno raccontato ai carabinieri di aver assistito alla veloce escalation: una lite verbale, poi gli spintoni a vicenda e infine, quando la donna si è voltata per andarsene, il pregiudicato ha estratto la pistola e ha fatto fuoco. Lei è caduta aterra. Lui è rimasto impietrito con il braccio ancora teso. Pochi attimi e ha sparato ancora, stavolta appoggiando l'arma alla propria tempia. 

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