Mafia, colpita la rete di fiancheggiatori di Messina Denaro: 14 fermi

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Associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati aggravati dalle finalità mafiose: queste le accuse nei confronti delle persone coinvolte nell'operazione dei Ros, ritenute vicine al boss di Castelvetrano latitante da oltre venti anni

Colpo alla presunta rete di fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, super boss latitante. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito 14 provvedimenti di fermo emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo. Le persone coinvolte sono indagate per associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati aggravati dalle finalità mafiose.

La cosca mafiosa di Marsala

Al centro delle indagini del Ros c’è la cosca mafiosa di Marsala, di cui sono stati delineati gli assetti e le gerarchie. Sono state documentate anche le tensioni dentro alla “famiglia” per la spartizione delle risorse finanziarie ottenute dalle attività illecite. Nel 2015 ci sarebbe stato anche un intervento pacificatorio dello stesso Messina Denaro, che avrebbe evitato una guerra interna alla cosca.

Messina Denaro latitante da oltre 20 anni

Gli accertamenti, hanno sottolineato gli investigatori, hanno fornito “inediti e importanti elementi riguardanti l'operatività e la possibile periodica presenza del latitante nella Sicilia occidentale”. Matteo Messina Denaro, boss di Castelvetrano ritenuto ancora a capo della mafia trapanese, ha 55 anni e da 24 è latitante. Con questi nuovi arresti, le forze dell'ordine sperano di stringere il cerchio intorno al boss.

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