Scontri 1 maggio 2015, pm chiede archiviazione per 44 “No Expo”

Un'immagine degli scontri a Milano (Ansa)
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La Procura ha chiesto di archiviare la posizione di antagonisti e anarchici indagati per devastazione e altri reati per la guerriglia urbana durante la manifestazione in concomitanza con l’inaugurazione dell’Esposizione universale. Chiesto il processo per 5 persone

La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per 44 giovani antagonisti e anarchici, indagati per devastazione e altri reati in relazione alla guerriglia urbana durante la manifestazione “No Expo” del primo maggio 2015, in concomitanza con l’inaugurazione dell'Esposizione Universale nel capoluogo lombardo. Contestualmente i pm Alberto Nobili e Piero Basilone hanno chiesto il processo per quattro anarchici greci e un italiano latitante. Si chiude così l'indagine sugli scontri avvenuti nel capoluogo lombardo che ha portato finora anche a 4 condanne. (LE FOTO DEGLI SCONTRI)

Richiesta inoltrata al gip

I pm hanno inoltrato al gip la richiesta di archiviazione, che dovrà essere valutata dal giudice, per le 44 posizioni perché, dopo aver visionato assieme alla Digos circa 600 gigabyte di filmati di telecamere, sono giunti alla conclusione che quei giovani antagonisti e anarchici - la maggior parte italiani, alcuni stranieri - non avrebbero fatto parte di quel "blocco nero" (black bloc) che ha messo a ferro e fuoco il centro di Milano. (LE FOTO DEGLI SCONTRI)

Secondo i pm non sarebbero responsabili dei disordini

Secondo gli inquirenti quegli indagati, benché sospettati di essere tra i responsabili nelle prime fasi delle indagini, non avrebbero compiuto le azioni violente, come emerge dall'analisi dei video, e non avrebbero nemmeno indotto o incitato gli esponenti del black bloc a devastare vetrine e auto o ad incendiare cassonetti. Anzi, in qualche caso addirittura avrebbero voluto anche limitare le azioni di altri. I 44 inoltre erano a volto scoperto e dopo un lungo lavoro di indagine, è stata accertata soltanto la loro presenza nei luoghi delle devastazioni ma senza responsabilità nei fatti. Da qui la richiesta di archiviazione che chiude l'ultimo filone d'inchiesta aperto su quella guerriglia urbana. (LE PRIME CONDANNE)

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