Stamina, Vannoni al gip: "In Georgia è legale, nessun reato"

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Il fondatore del discusso trattamento terapeutico a base di cellule staminali è stato fermato nella sua villa a Moncalieri. È accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità. Il ministro Lorenzin: "Appello ai pazienti, non credete ai ciarlatani"

"Le attività di Stamina si sono svolte interamente in Georgia, dove la terapia era legale". È la line ai difesa che ha scelto di tenere Davide Vannoni, fondatore del metodo Stamina, fermato perché accusato di praticare il trattamento all'estero. Vannoni è stato sentito dal giudice per le indagini preliminari Francesca Christillin, nell'udienza di convalida del fermo svoltasi nel carcere torinese delle Vallette.

Vannoni ha respinto la tesi della Procura

Davide Vannoni è in stato di fermo dal 26 aprile. Dopo aver patteggiato una pena di 22 mesi nel 2015, ha continuato a trattare pazienti, una cinquantina circa, in Georgia, dove ha trasferito la sua residenza. I carabinieri del Nas di Torino lo hanno fermato nella sua villa a Moncalieri: secondo l'accusa, stava per lascisare l'Italia, come confermerebbero alcune intercettazioni telefoniche. In questo nuovo filone d'indagine, Vannoni è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata e somministrazione di farmaci non conformi. I pm hanno chiesto la convalida del fermo e la custodia in carcere. Vannoni, però, ha respinto la tesi della procura spiegando le “i pazienti si recavano in Georgia di propria iniziativa”

 

Il ministro Lorenzin: “Non cadete nelle trappole dei ciarlatani”

Subito dopo il fermo del presidente di Stamina, Davide Vannoni, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è rivolta ai pazienti: "Lancio un appello, non cadete nella trappola dei tanti ciarlatani che fanno leva sulla disperazione legata alla malattia per realizzare, in realtà, solo i loro interessi". "È incredibile - ha affermato Lorenzin - che Vannoni, dopo aver patteggiato il reato con il vincolo di non mettere in pratica il suo cosiddetto metodo, sia andato in realtà in un altro Stato solo per fare business sulla pelle dei malati".

Nel 2015 l’annuncio di Vannoni “Rinuncio a Stamina”

Il 18 marzo 2015 Vannoni uscì dal maxi processo di Torino patteggiando ventidue mesi di reclusione (con la condizionale) dopo avere rinunciato a qualsiasi iniziativa di rilancio di Stamina. Nell'estate del 2016, però, si scoprì che alcuni gruppi di italiani erano saliti in Georgia, al 'Mardaleishvili medical center' di Tbilisi, per sottoporsi alla metodica. La procura piemontese aprì un nuovo fascicolo ipotizzando l'associazione per delinquere (aggravata dalla transnazionalità), la truffa e la somministrazione di farmaci non conformi. A dicembre dello stesso anno, anche il governo georgiano, impose lo stop al trattamento Stamina.

 

 

 

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