Torino, fermato Davide Vannoni: praticava il metodo Stamina all'estero

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Il "padre" del discusso metodo di cura a base di cellule staminali, già condannato in Italia, è stato arrestato dai carabinieri per pericolo di fuga nell'ambito di una nuova inchiesta

Davide Vannoni, il discusso “padre” del metodo Stamina, è stato arrestato questa mattina a Torino nell'ambito di una nuova inchiesta sulle cure a base di cellule staminali, dichiarate completamente inefficaci, che gli erano già costate una condanna in Italia e il divieto assoluto di proseguirne la pratica. Vannoni è stato fermato dai carabinieri per il rischio di fuga ed è accusato di associazione a delinquere.

Associazione a delinquere

Il fondatore di Stamina è stato fermato dai carabinieri del Nas mentre era in procinto di andare via dall'Italia, come risultato da alcune intercettazioni telefoniche. Vannoni è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, di truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi e trattamento di gravi malattie neurodegenerative con il metodo Stamina. Secondo gli accertamenti l'attività di Vannoni si sarebbe spostata soprattutto in Georgia, su pazienti reclutati in Italia e disposti a pagare fino a 27mila euro.

Pericolo di fuga 

Vannoni è stato fermato dai carabinieri nella sua villa sulle colline torinesi. Ad eseguire il provvedimento i NAS dei carabinieri. A confermare lo stato di fermo il suo legale, Liborio Cataliotti, che ha precisato che è stato il suo stesso assistito ad informarlo del nuovo provvedimento che sarebbe scattato per un pericolo di fuga. L’accusa contestata al terapeuta sarebbe quella di aver proseguito le cure all’estero, in particolare in Georgia. Il 18 marzo 2015 Vannoni aveva patteggiato una pena a un anno e dieci mesi (pena sospesa) con l’impegno a cessare la terapia.  Lo scorso luglio si era diffusa la notizia che alcuni pazienti italiani si erano recati nello stato dell'ex Unione sovietica per effettuare le infusioni.

Il metodo contestato

Il metodo Stamina si basa sull’infusione di cellule staminali e dovrebbe servire a curare malattie neurodegenerative. Tuttavia Vannoni, che non è medico, si è sempre rifiutato di svelare i principi alla base del metodo.  Nel 2013 il ministero della Salute aveva definito Stamina una cura priva di ogni base scientifica. Vannoni, attraverso un ricorso al Tar, era riuscito a ottenere l’autorizzazione a praticare le infusioni sui suoi pazienti all’ospedale di Brescia, ma i medici si erano rifiutati di ottemperare all’ordinanza. 

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