Compravendita di senatori, prescrizione per Berlusconi e Lavitola

Silvio Berlusconi in una foto d'archivio (Ansa)
2' di lettura

In primo grado l’ex premier e l'ex editore dell'Avanti erano stati condannati a tre anni ciascuno per corruzione. Il leader di Forza Italia era accusato di aver pagato Sergio De Gregorio per lasciare l’Idv e passare nel centrodestra per indebolire il governo Prodi

La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Silvio Berlusconi e Valter Lavitola al termine del processo per la presunta compravendita dei senatori. In primo grado entrambi erano stati condannati a tre anni.

Le accuse a Berlusconi e Lavitola

L'ex premier era accusato di aver pagato, tra il 2006 e il 2008, attraverso Valter Lavitola, l'ex senatore Sergio De Gregorio, eletto con l’Italia dei Valori e poi passato nel centrodestra. Questo cambio di schieramento aveva indebolito il governo Prodi a Palazzo Madama.
I giudici hanno ritenuto sussistente l'ipotesi di corruzione che aveva portato alla condanna in primo grado ma hanno prescritto il reato. I legali di Berlusconi - avvocati Niccolo' Ghedini e Michele Cerabona - avevano chiesto l'assoluzione sottolineando in particolare l'insindacabilità del voto dei parlamentari prevista dalla Costituzione e ritenendo non veritiere le dichiarazioni di accusa fatte dall'ex senatore Sergio De Gregorio. 

De Gregorio ha patteggiato

De Gregorio ha confessato di aver ricevuto tre milioni di euro tramite Lavitola e ha patteggiato una pena di 1 anno e 8 mesi. Secondo la procura campana la compravendita di senatori faceva parte di un piano per sabotare il governo Prodi eletto nel 2006 con una maggioranza risicata al Senato.

Leggi tutto
Prossimo articolo

le ultime notizie di skytg24