Alatri: restano in carcere i due fratellastri fermati per l'omicidio

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Il provvedimento è arrivato al termine dell'interrogatorio di garanzia nel carcere romano di Regina Coeli. Dopo la camera ardente al Policlino di Tor Vergata, sabato i funerali ad Alatri

E’ stato convalidato, al termine dell'interrogatorio di garanzia nel carcere romano di Regina Coeli, il fermo di Mario Castagnacci e Paolo  Palmisani, i due fratellastri accusati l'omicidio di Emanuele Morganti, il 20enne picchiato a morte ad Alatri.  Nei loro confronti il gip di Roma ha anche emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in omicidio volontario aggravato.
Il giorno prima dell’omicidio di Morganti, il 23 marzo, Castagnacci era stato fermato a Roma in possesso di centinaia di dosi di droga, ma era stato rilasciato la mattina dopo. Altri cinque indagati sono a piede libero.

 

Scena muta davanti al gip - "Ero in piazza quella sera, ma non ho partecipato alla rissa", si è difeso ieri Castagnacci con il pm. Una versione che gli inquirenti ritengono poco credibile perché contrasta con decine di testimonianze acquisite dai carabinieri. Oggi sia Castagnacci che Palmisani ha  preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

 

La camera ardente e i funerali - Giovedì l'autopsia sul corpo del giovane ha dimostrato che Emanuele è morto per i colpi inferti alla testa. Venerdì al Policlinico di Tor Vergata a Roma si è tenuta la camera ardente. Decine di parenti e amici hanno portato l'ultimo saluto al giovane. "E' una tragedia enorme, una storia inspiegabile. Vogliamo giustizia, e' il minimo che possiamo chiedere" ha detto uno zio del ragazzo. "Non e' vero che conosceva i due fermati - prosegue l'uomo - sono convinto che hanno preso il primo che capita".
Si svolgeranno invece  oggi sabato 1 aprilealle 15, nella chiesa di Tecchiena-Castello ad Alatri, i funerali. L'arrivo della salma del ventenne rimasto vittima di un brutale pestaggio è previsto per il pomeriggio di oggi in paese.

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