Traffico di cocaina, smantellata un'organizzazione internazionale

I Carabinieri riferiscono di aver colpito un'organizzazione al soldo della n'ndrangheta in Toscana (foto: archivio Getty Images)
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La banda con base a Livorno avrebbe legami con la n'drangheta. Gli investigatori hanno sequestrato oltre 134 chili di sostanze stupefacenti. Le indagini partite da un omicidio nel 2015

Una vasta operazione contro il traffico internazionale di cocaina, denominata "Akuarius 2", ha portato a smantellare un'organizzazione che operava con base a Livorno e che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto legami con la n'drangheta. Le indagini sono partite dall'omicidio del 48enne Giuseppe Raucci, ucciso a Tirrenia in provincia di Pisa il 9 dicembre del 2015 per questioni di droga. Secondo l'accusa, questa organizzazione sarebbe stata guidata da Riccardo Del Vivo, già agli arresti domiciliari in quanto sospettato di fare da tramite con i rappresentanti delle cosche calabresi in Toscana. Gli investigatori hanno sequestrato oltre 134 chili di cocaina per un valore di circa cinque milioni di euro.

 

Dalla Colombia a Livorno - Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Pisa e dai Carabinieri di Livorno, l'organizzazione internazionale chiamata "Pesci" gestirebbe presso il porto di Livorno lo sbarco e il prelevamento di ingenti quantitativi di cocaina contrattati da cosche della ndrangheta in Colombia e spediti per lo smercio su tutto il territorio nazionale. In circa un anno e mezzo di indagini gli investigatori hanno quantificato che il traffico di cocaina tra il Sudamerica e il porto di Livorno ammonterebbe a circa 437 chili. L'organizzazione, che gestiva la parte logistica delle importazioni, si sarebbe avvalsa della collaborazione di personale portuale, incluse alcune guardie giurate, per far uscire senza controlli la droga dagli spazi doganali.

 

Il presunto capo dell'organizzazione - Secondo l'accusa, a capo dell'organizzazione internazionale ci sarebbe stato il 68enne Riccardo Del Vivo che avrebbe fatto anche da tramite con i rappresentanti delle cosche calabresi. E in particolare con il suo referente in Calabria, Domenico Lentini, 50 anni, bloccato questa mattina a Vibo Valentia e ora in carcere. Già agli arresti domiciliari nell'ambito della prima fase dell'operazione 'Akuarius 2', Del Vivo avrebbe continuato dalla sua casa a tenere i contatti con la Calabria, a ricevere incarichi per il recupero della droga nel porto di Livorno e ad organizzare i rapporti con portuali da lui ingaggiati. Sono state eseguite, inoltre, dieci ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Firenze, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. E altre due misure interdittive hanno riguardato due guardie giurate del porto.  

Data ultima modifica 20 marzo 2017 ore 14:25

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