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Nelle immagini realizzate pochi istanti dopo il crollo da un camionista si vedono gli autombolisti avvicinarsi alla vettura dei coniugi Diomede. Intanto proseguono le indagini per accertare eventuali responsabilità

Un video (qui sopra) girato da un camionista con il proprio cellulare dopo il crollo del ponte sull'autostrada A14 mostra gli istanti immediatamente successivi alla tragedia  (FOTO - I PRECEDENTI). Sotto il cavalcavia si trova l'automobile sulla quale viaggiavano i coniugi Diomede. Per i primi testimoni, accorsi sul luogo del crollo, è subito chiaro che l'uomo e la donna non sono sopravvissuti allo schianto. C'è anche un medico tra le persone che si avvicinano al veicolo per controllare.

 

Vittime morte sul colpo - A confermarlo anche l'autopsia che ha certificato come Emidio Diomede e la moglie Antonella Viviani siano morti sul colpo a causa del crollo del ponte 167 sull'autostrada A14, in cui sono rimasti feriti anche tre operai della ditta Delabech, impegnati in lavori di innalzamento di 30 cm del viadotto. L'esame medico è stato eseguito su incarico della procura che procede per omicidio colposo plurimo aggravato in un'inchiesta che ha tanti fronti di indagine aperti e per il momento nessun iscritto nel registro degli indagati. I coniugi Diomede sono morti per un politrauma complesso da decelerazione, con lesioni da schiacciamento in varie parti del corpo, ma soprattutto su addome e torace: la coppia, residente a Spinetoli (Ascoli Piceno) e titolare di una ditta di confezioni, viaggiava su una Nissan Qashqai, che è finita sotto il cemento del ponte crollato senza avere neanche il tempo di frenare. Le macerie hanno schiacciato la parte anteriore dell'auto, provocando l'apertura degli airbag, ma per la coppia non c'e' stato nulla da fare. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per accertare se i due indossassero o meno le cinture di sicurezza. In ogni caso, però, stando a quanto trapela, l'esito sarebbe stato comunque mortale.

 

L'inchiesta è in corso - Il punto fermo dell'inchiesta è che qualcosa di sbagliato è accaduto ai lati del cavalcavia, sulle rampe, dove si trova il sistema provvisorio per il sollevamento del troncone. "La situazione è da esaminare sotto diversi punti di vista - ha detto il pm Irene Bilotta, titolare dell'inchiesta - Importante sarà anche vedere cosa c'è sotto i monconi rimasti in piedi", per avere elementi in più utili alla ricostruzione della dinamica dell'incidente. "Ma non escludo di poter individuare prima di questo accertamento responsabilità" a carico delle ditte e dei vari soggetti coinvolti. Bilotta sta aspettando anche la relazione degli ispettori dell'Asur. Anche se è presto per fare valutazioni, il legale della famiglia Diomede, l'avv. Vincenzo Maccarone esclude che si tratti di "un evento di carattere accidentale" o "una fatalità": date le "diverse competenze, i diversi soggetti e i diversi tipi di intervento" che erano in atto sul ponte, erano "tante le cautele da approntare", e un fatto "così eclatante si poteva prevenire ed evitare".

 

Domenica i funerali dei coniugi Diomede - "Abbiamo nominato tempestivamente una commissione d'inchiesta - ha ricordato il vice ministro Riccardo Nencini - che la prossima settimana entrerà nel pieno delle sue funzioni, muovendosi con l'urgenza dovuta". Il Ministero delle Infrastrutture "non guardera' in faccia a nessuno". Ma al di la' dell'andamento delle indagini, "ora e' il momento del dolore" per il figlio delle vittime Daniele, che oggi ha atteso con altri parenti, fuori dell'obitorio, l'esito dell'autopsia e il nulla osta per il funerale dei genitori. "Un dolore che durerà per sempre e con il quale mi devo abituare a convivere. Avrei voluto che i miei vivessero per conoscere mio figlio, che dovrebbe nascere il 21 maggio. Mio padre era nato il 28 maggio. Spero che la gravidanza vada avanti qualche giorno in più perché possa nascere lo stesso giorno di papà". I funerali verranno celebrati domenica alle 15 nella chiesa di San Paolo a Pagliare (Ascoli Piceno), preceduti dalla camera ardente in un cappella messa a disposizione dalla parrocchia. Per i figli (oltre a Daniele, la sorella Daniela) si pone anche il problema dell'azienda dei genitori: "ci sentiamo in dovere di portarla avanti"

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