Attentato Berlino, per autopsia Amri faceva uso abituale di droghe

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Il terrorista che ha ammazzato 12 persone al mercatino di Natale nella capitale tedesca, e che poi è stato ucciso a Sesto San Giovanni, consumava abitualmente cocaina e hashish. Non si esclude che il giorno della strage potesse essere sotto effetto di una di queste sostanze

Anis Amri, il terrorista tunisino autore dell’attentato al mercatino di Natale di Berlino e ucciso in un conflitto a fuoco con due poliziotti a Sesto San Giovanni, faceva uso abituale di cocaina e hashish. È quanto è merso dall’autopsia - e in particolare dagli esami tossicologici - disposta dalla procura di Monza.

 

I risultati dell'autopsia -  L'autopsia certifica comunque, secondo fonti giudiziari, che Amri non avrebbe assunto stupefacenti il giorno in cui è morto (il 23 dicembre), non escludendo però che potesse averlo fatto in occasione dell'attentato di Berlino, il 19 dicembre.

 

Le rivelazioni dei media tedeschi sull'uso di droga - A metà dello scorso gennaio, i media tedeschi avevano citato un rapporto degli investigatori secondo cui il tunisino era uno spacciatore che faceva uso regolare di droghe. Sempre secondo fonti tedesche, in Tunisia, Amri era stato accusato più volte per reati legati al consumo di sostanze stupefacenti. Nonostante questo, anche dopo il suo arrivo in Germania, il giovane avrebbe continuato a spacciare.

 

La probabile fuga verso la Sicilia - Intanto, dalle indagini della Digos sul fronte italiano, emerge che il tunisino, durante la sua fuga iniziata dopo la strage di Berlino, stesse tentando di raggiungere la Sicilia e in particolare Palermo. Amri era stato detenuto nella città e lì aveva incontrato una siciliana con cui aveva avuto una relazione. La donna, però, avrebbe riferito agli inquirenti di non sapere nulla della fuga del terrorista e della sua volontà di raggiungerla.

 

Da Berlino a Sesto San Giovanni - Lo scorso 19 dicembre il tunisino era piombato su un mercatino di Natale della capitale tedesca con un camion rubato. Il bilancio dell’attacco è stato di 12 morti, tra cui anche l'italiana Fabrizia di Lorenzo, e decine di feriti. Dopo l’attentato, Amri era fuggito finché non aveva scelto di raggiungere Milano per poi spostarsi poco lontano, nel Comune di Sesto San Giovanni, dove era stato sorpreso da due agenti durante un normale controllo. I due lo avevano poi ucciso in un conflitto a fuoco. 

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