Maternità surrogata: due uomini riconosciuti entrambi padri a Trento

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Storica decisione della Corte d'Appello: è la prima volta che accade in Italia. Associazione radicale Certi Diritti:"Tutelato il supremo interesse del minore"

Per la prima volta viene riconosciuta anche in Italia a due uomini la possibilità di essere considerati padri di due bambini nati negli Usa grazie alla maternità surrogata.

Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Trento con un’ordinanza che ha disposto il riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero che stabiliva l'esistenza di "un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico”.

Secondo i giudici, infatti, "l'insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero: si deve infatti escludere che nel nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato".

 

La doppia paternità riconosciuta grazie a un certificato - In questo modo, “viene riconosciuto il legame biologico tra un padre gay e i suoi figli non attraverso un’adozione, ma riconoscendo il certificato di nascita di un altro Stato e che attesta la doppia paternità”, ha ricordato il senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice. Per Lo Giudice, l’ordinanza si muove seguendo i principi dettati dalla Corte di Cassazione in materia. Vale a dire quello dell'assenza di problematiche legate all’ordine pubblico, e quello secondo cui non deve avere rilevanza quale tecnica di procreazione medicalmente assistita sia stata utilizzata.

 

Affermato un "principio importantissimo" - Nell’ordinanza, che porta la data del 23 febbraio, si stabilisce un “principio importantissimo”, ha detto Marco Gattuso, il direttore del portale di studi giuridici di Articolo 29. Per Gattuso “si deve escludere che nel nostro ordinamento ci sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato”.

 

Il legale: "Decisione storica"

 

"Ora la palla passa al Parlamento" - Un commento sulla decisione della Corte d’Appello di Trento è arrivata anche da Leonardo Monaco, segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti che ha ricordato:”Come le precedenti sentenze della Corte di Cassazione, la Corte d’Appello di Trento ha basato questa decisione sul supremo interesse del minore, concetto chiaro ed elementare che il Parlamento sembra voler continuare ad ignorare, seguitando a non dare risposte ai genitori dei figli-fantasma del nostro diritto di famiglia”. Con il caso dei due papà, ora “la palla torna al Parlamento”, come dicono dall’associazione e da dove sperano “in un sussulto delle Camere prima che sia un altro giudice a infliggere una nuova umiliazione al legislatore”. 

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