Arezzo: 18enne uccide il padre durante una lite poi si costituisce

Foto d'archivio
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L'omicidio è avvenuto in una villetta di Lucignano, alle porte della città toscana. Il ragazzo, dopo aver colpito il genitore con una doppietta, si è consegnato ai carabinieri. La vittima è un fabbro di 51 anni

Tragedia familiare nell'aretino: un diciottenne ha ucciso il padre durante una lite, poi ha chiamato i carabinieri per confessare il delitto e costituirsi. L'omicidio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, intorno alla mezzanotte e mezza, in una villetta alle porte di Lucignano, in provincia di Arezzo. La vittima aveva 51 anni ed era un fabbro. Secondo quanto emerso, il diciottenne avrebbe ucciso il padre con una doppietta, regolarmente detenuta in casa, al culmine di un violento diverbio. Sul posto è arrivato il 118 per i soccorsi, risultati ormai vani.

 

La ricostruzione dei carabinieri - In base ad una prima ricostruzione, si tratterebbe di un delitto d'impeto ma i carabinieri, intervenuti con il sostituto procuratore di Arezzo, non escludono alcuna ipotesi. Ieri sera il ragazzo era andato a far visita al padre, originario di Avellino ma da anni residente a Lucignano, poi la tragedia: ha imbracciato la doppietta calibro 12 regolarmente detenuta dal genitore, appassionato di caccia, e gli ha sparato uccidendolo. Poi ha chiamato i carabinieri per costituirsi: ai militari che lo hanno portato in carcere ha prima manifestato l'intenzione di parlare poi si è chiuso nel silenzio. 

 

Il difficile rapporto con il padre - Padre e figlio non vivevano insieme e, secondo quanto si è appreso, per lungo tempo non avrebbero avuto rapporti. I genitori del ragazzo erano separati da anni e il 18enne abitava con la madre nel vicino paese di Monte San Savino. I carabinieri hanno sentito la madre del giovane: è stata la donna a spiegare che da circa un mese padre e figlio avevano ripreso i rapporti.

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