Femminicidio, la Camera discute la legge che tutela i figli orfani

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La novità principale del testo è l'inserimento di una norma che, nei casi di omicidio, equipara la responsabilità del coniuge e del convivente della vittima a quella di altre figure familiari, come il padre o il figlio

Nel lessico giuridico si chiamano “orfani di crimini domestici” e sono quei bambini che hanno perso la madre a causa di un femminicidio spesso compiuto dal proprio padre. Per tutelarli, è stato elaborato un disegno di legge parlamentare, che il 27 ottobre è approdato alla Camera dove è iniziata la discussione generale. 

 

A tutela di minorenni o maggiorenni disabili - La legge vuole tutelare i minorenni e i maggiorenni disabili le cui madri sono state uccise all’interno della famiglia. La normativa ha un riferimento generale, ma si rivolge principalmente ai figli che sono vittime di una situazione famigliare per cui l'omicidio della madre avviene da parte del coniuge. 

 

Norma estesa ai convicenti - La novità principale del testo, vista la legge sulle unioni civili, è l'inserimento di una norma che, nei casi di omicidio, equipara la responsabilità del coniuge e del convivente della vittima a quella di altre figure familiari, come il padre o il figlio, già previste per l'accesso all'aggravante specifica. Di fatto la norma di cui è iniziato l'esame alla Camera viene estesa ai conviventi che sono equiparati nelle responsabilità ai coniugi.

 

Le forme di tutela per gli orfani - Il disegno di legge prevede inoltre molte forme di tutela mai messe al servizio degli orfani fino ad ora: dal patrocinio gratuito alla pensione di reversibilità, dal sequestro conservativo dei beni a garanzia del risarcimento danni all’assistenza medica e psicologica. Fino a un fondo creato apposta per i figli delle vittime di femminicidio che potranno usufruirne. Inoltre, la normativa è stata pensata anche per rendere automatica l’esclusione dalla linea di eredità per chi viene condannato per l'omicidio del coniuge. 

 

Capelli:"Un giorno importante" - “È un giorno importante”, ha detto Roberto Capelli, primo firmatario della proposta di legge che “prova a colmare quel vuoto legislativo che per anni ha aggiunto sofferenza a sofferenza, colpendo tante persone indifese, spesso bambini, che dopo aver visto morire il proprio genitore per mano dell’altro, hanno dovuto  assistere impotenti al fatto che l’assassino, in attesa del giudizio, si appropriasse dei beni della persona uccisa, lasciandoli in uno stato di assoluta indigenza”.

 

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