Amatrice, sopravvissuta al sisma: "Ho perso una parte della mia vita"

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A sei mesi dal terremoto che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia, una donna racconta quegli attimi a Sky Tg24. "Nei primi giorni avevo fisso un rumore nel cervello - dice - La casa forse si ricostruirà, ma tutti i ricordi e gli amici non ce li può ridare nessuno"

“Questo terremoto maledetto ci ha portato via una grossa parte di vita. Qualcosa quella notte è andato via e non tornerà mai più”. Il racconto a Sky Tg24, di una sopravvissuta al sisma che sei mesi fa ha scosso il Centro Italia, riaccende il ricordo di quella notte che portò alla morte di 299 persone.

"Siamo stati miracolati" - La sua casa, insieme a quasi tutte quelle della sua via e a molte altre del suo paese, si sono sbriciolate. “Un’esperienza brutta – dice –. Io e mio marito siamo stati miracolati. Il palazzo è crollato per intero. Qualcuno – aggiunge – dovrà darci una spiegazione di tutto ciò”.

"Come la centrifuga di una lavatrice" - Di quella notte, la donna ricorda un “rumore particolare”. “Nei primi giorni – spiega – ce l’avevo nelle orecchie ma non riuscivo a capire a cosa fosse paragonabile. Poi ho capito: è simile al rumore della centrifuga della lavatrice, sempre più crescente”.

"La casa, forse, si ricostruirà" - “Quello che mi fa più male – conclude la sopravvissuta di Amatrice – è aver perso una parte di vita. Non la casa, quella forse si ricostruirà. Ma tutti i ricordi, dall’infanzia fino all’età adulta, e gli amici. Quelli, purtroppo, non ce li può ridare nessuno”.

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