Camorra, 3 arresti a Maddaloni per l’omicidio di Daniele Panipucci

Foto d'archivio (Fotogramma)
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La vittima, 30 anni, venne colpita da un colpo d’arma da fuoco alla gola nel maggio 2016. Sempre nella cittadina, blitz dei carabinieri contro lo spaccio di droga: eseguiti 10 provvedimenti restrittivi

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Daniele Panipucci, colpito da un proiettile calibro 7,65 la notte tra il 25 e il 26 maggio 2016 a Maddaloni (Caserta). La Polizia di Caserta ha arrestato 3 persone: secondo le Forze dell'ordine sarebbero tutte affiliate alla camorra. Oltre alle accuse di omicidio, infatti, nei confronti dei tre viene contestato anche il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, in quanto ritenuti organici al clan Belforte (fazione Maddaloni), attivo nella provincia di Caserta nei comuni di Maddaloni, Cervino, Santa Maria Vico e Valle di Maddaloni. Lo stesso clan, è stato colpito da altri 10 arresti per spaccio di droga, eseguito dai Carabinieri. 

L’omicidio del 2016 – Daniele Panipucci, 30 anni, era rimasto vittima di un agguato a Maddaloni nel quale aveva riportato una ferita profonda alla gola. La morte era avventa all'ospedale di Caserta, dopo una settimana di agonia. Le sue condizioni, dopo il fatto, erano subito apparse gravissime. Le indagini della Polizia si erano orientate verso possibili contrasti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un mercato, quello della droga, controllato dai clan della camorra. 

Lo spaccio davanti ai bambini – Nelle ultime ore i Carabinieri hanno eseguito 10 provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettante persone ritenute legate ai Belforte. Sono accusati di aver avviato un fiorente giro di spaccio all’interno di un complesso di edilizia popolare di Maddaloni, che sarebbe avvenuto anche davanti ai bambini che giocavano. Tra gli arrestati figura anche una madre di 3 pusher, che avrebbe aiutato i figli confezionando la droga in casa. 


Il clan Belforte e il blitz del 2014 – Il clan Belforte è attivoda diversi anni nel Casertano. La fazione di Maddaloni, in particolare, nel novembre del 2014 era stata colpita da 34 ordinanze di custodia cautelare per reati di traffico di droga, estorsione ai danni dei commercianti e infiltrazioni nell’edilizia pubblica. L’indagine aveva chiarito che a Maddaloni era stata avviata una sorta di organizzazione “parallela” al clan camorristico per il controllo del mercato degli stupefacenti.

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