Maltrattamenti sull'infanzia, 100mila bambini coinvolti in Italia

L'Italia cerca di affrontare il problema dei maltrattamenti sui minori (Getty Images - foto di repertorio)
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In corso a Bologna gli Stati Generali 2017 su un fenomeno sottovalutato e minimizzato. Necessarie risposte più efficaci e omogenee tramite un sistema di monitoraggio e la sensibilizzazione

Quello dei maltrattamenti all'infanzia è un tema sociale di grande portata che, con l'evoluzione tecnologica e il massiccio fenomeno migratorio degli ultimi anni, sta assumendo nuove caratteristiche che richiedono forme di intervento diverse da quelle del passato. Su queste problematiche sta facendo il punto il settimo congresso nazionale del Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia), in programma a Bologna il 10 e 11 febbraio per fotografare una situazione che nel nostro Paese coinvolge circa 100mila bambini (i dati analizzati provengono da una ricerca presentata nel 2015).



La situazione italiana - La problematica che principalmente minaccia i minori in condizioni di disagio è la trascuratezza grave, materiale e affettiva, che colpisce il 47% dei bambini coinvolti. A seguire ci sono la cosiddetta "violenza assistita" (19%), che è connessa a quella domestica, e il maltrattamento psicologico. Gli abusi sessuali, invece, riguardano il 4,8% dei casi. Il panorama nazionale è però abbastanza disomogeneo, anche per quanto riguarda l'efficacia degli interventi. Come ha sottolineato Gloria Soavi, presidente del Cismai, c'è "una differenza di risposte alle esigenze di questi bambini che vivono delle situazioni di violenza. Il sud è più penalizzato. Anche lì ci sono situazioni positive, ma sono delle punte di diamante. E questa Italia a due velocità va riparata". Una distorsione alla quale si accompagna anche un problema nell'individuare le criticità e offrire soluzioni tempestive: "C'è tanto sommerso. Sono situazioni che purtroppo arrivano all'attenzione dei servizi sociali in età dagli 11 ai 16 anni, con bambini già danneggiati e con problemi molto gravi. Bisogna perciò avere un sistema di monitoraggio, una raccolta dati a livello nazionale, che sia organica e continuativa nel tempo".



Nuove problematiche - Secondo quanto emerso durante gli Stati Generali di Bologna, tra le soluzioni per realizzare questo necessario monitoraggio sarebbe utile, per quanto riguarda i casi noti, mettere a sistema le banche dati nazionali, e per il sommerso investire anche su un'attività di sensibilizzazione che convinca i bambini che si può e si deve parlarne. Di questa opinione è anche Filomena Albano, che ha partecipato al congresso del Cismai e ha sottolineato anche l'insorgere di "forme di violenza del tutto inedite come quelle che vengono perpetrate attraverso il web e che hanno un effetto devastante per i bambini e ragazzi". Nuove sfide da affrontare, insieme ad altri casi particolari come quelli dei cosiddetti "orfani speciali", che in un solo giorno perdono la madre per mano del padre e il padre stesso perché suicida o in carcere.

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