Uccide l'uomo che investì la moglie. I legali: "Sconvolte 3 famiglie"

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Il 34enne di Vasto si trova in carcere da ieri sera, dopo diverse ore trascorse nella caserma dei carabinieri. Il suo avvocato: "La vittima non aveva mai chiesto scusa per la morte di Roberta e dava fastidio al marito"

 "E' un momento difficile, una vicenda che ha sconvolto per sempre tre famiglie". Parlano così Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, legali di Fabio Di Lello, il 34enne che si è costituito dopo aver ucciso a colpi di pistola il giovane che con l’auto aveva travolto e ucciso sua moglie.

 

Di Lello in carceere dopo essersi costituito - Di Lello da ieri sera è rinchiuso in una cella del carcere di Torre Sinello a Vasto, dopo diverse ore trascorse nella caserma dei Carabinieri. Gli avvocati sono in attesa delle decisioni della Procura, per conoscere il capo di imputazione, la data e il luogo dove sarà tenuto l'interrogatorio di garanzia. Il magistrato dovrà consegnare in giornata l'incarico dell'autopsia a Pietro Falco, responsabile di medicina legale dell'Asl Lanciano Vasto Chieti.

 

La cugina della vittima

 

"D'Elisa non ha mai chiesto scusa" - "Italo D'Elisa - dice l'avvocato Cerella, già legale di parte civile per il procedimento che riguardava l'incidente - dopo aver ucciso Roberta, nell'incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente con la moto. Dava fastidio al marito di Roberta. Quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi".  "D'Elisa – continua l'avvocato ai microfoni di Radio Capital - tre mesi dopo l'incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare". "Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero - spiega ancora il legale - pensava giustizia non fosse stata fatta ma incontrandolo non ho mai avuto l'impressione che stesse ipotizzando una vendetta. Sono rimasto sbalordito quando ho saputo. Lui non aveva dimestichezza con le armi".

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