Orge in canonica, il vescovo di Padova: "Sospendere don Contin"

Il vescovo di Padova monsignor Claudio Cipolla
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Monsignor Cipolla ha aperto una procedura disciplinare nei confronti del prete della parrocchia di San Lazzaro, accusato di violenza privata e sfruttamento della prostituzione. Il sostegno del Papa al vescovo: "Mi ha incoraggiato ad essere forte in questo doloroso e impegnativo momento della Chiesa"

Il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, ha aperto una procedura per la sospensione a divinis per don Andrea Contin, il prete accusato di aver organizzato delle orge con uomini e donne in canonica nella parrocchia di San Lazzaro: “Mi ha telefonato Papa Francesco - rivela il vescovo - e mi ha incoraggiato a essere forte”. Don Contin, dopo la denuncia di una donna che frequentava la chiesa, è indagato per violenza privata e sfruttamento della prostituzione.

 

Provvedimenti e sospensione - "Sono incredulo e sofferente - ha detto il vescovo Cipolla - ma sto agendo perché anche se alla fine di questa vicenda non ci fosse rilevanza penale, canonicamente siamo in dovere di prendere dei provvedimenti disciplinari. Le conclusioni a cui sono arrivato mi fanno soffrire ma sono necessarie”. Il monsignore specifica di non aver preso alcuna decisione a causa del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, ma solo in ragione delle indagini che “rendono don Contin non idoneo ad esercitare la sua missione. Per questo motivo per don Andrea ho aperto una proceduta per la sospensione a divinis in attesa di approfondire questioni che potranno portare alla sua dimissione dalla vita clericale".

 

Le segnalazioni nei mesi precedenti -  "Abbiamo visto ampliarsi a dismisura la vicenda. Nei mesi di dicembre e gennaio è esplosa anche se come Chiesa avevamo già fatto dei passi in precedenza" ha aggiunto il vescovo. "Abbiamo ricevuto delle segnalazioni inizialmente anonime perché creavano disagio a chi si dichiarava. In questo caso diventa infatti fondamentale tutelare la riservatezza e verificare l'attendibilità per appurare le responsabilità personali. Un atto scritto e autografato è arrivato a fine maggio e un altro a metà ottobre. Da qui è partita l'indagine del tribunale ecclesiastico ed è stato consigliato alle persone che si sono rivolte a noi di rivolgersi alla magistratura".

 

La creazione di una commissione - "Per far fronte a questa situazione ho messo a disposizione del tribunale ecclesiastico più risorse per velocizzare le indagini preliminari e affrontare eventuali altri casi. Nell'arco di qualche settimana istituirò una commissione indipendente per l'ascolto di osservazioni o denunce contro religiosi e operatori pastorali in genere e sarà attivata una linea telefonica e una mail dedicata attraverso la quale sarà possibile prendere degli appuntamenti personali - ha continuato il vescovo - Ma come sempre se si tratta di reati con possibili rilievi penali invitiamo tutti a rivolgersi direttamente alla magistratura. La Chiesa non possiede gli strumenti idonei per intervenire in fatti penalmente rilevanti, noi possiamo dare il coraggio a chi fosse incerto".

 

La telefonata del Papa - "In questi giorni sono state tante le attestazioni di vicinanza che vorrei condividere con tutti voi. Tra queste una con valore particolare per me - racconta Cipolla - Sabato 28 alle 18.30 mi ha telefonato Papa Francesco e mi ha incoraggiato ad essere forte nel portare avanti questo doloroso e impegnativo momento della Chiesa padovana". E aggiunge: "La Chiesa non coincide con questi sconvolgenti e scandalosi episodi che ci stano interessando. La nostra chiesa padovana sa di guardare i suoi mali nella misura in cui si apre ed incontra chi ha bisogno".

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