Pompei, lo sfogo del soprintendente: "Ostaggi di microsindacati"

Massimo Osanna (a sinistra) insieme al ministro Franceschini e al premier Gentiloni
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Massimo Osanna lamenta al “Corriere” il braccio di ferro con i rappresentanti di due sigle “portatori di micro interessi personali” e che “fanno richieste non sindacali”. La solidarietà di Renzi: “Lì la musica è cambiata”

"I rappresentanti sindacali di due sigle, portatori di micro interessi personali, mi fanno richieste non sindacali. Quando non esaudisco le richieste, si vendicano indicendo assemblee negli orari di apertura degli scavi per bloccare l'ingresso dei turisti". E’ lo sfogo del soprintendente degli scavi di Pompei Massimo Osanna, intervistato dal Corriere della Sera, e che descrive un sito archeologico "ostaggio di microsindacati".

Un “braccio di ferro” che ha origine in motivi che nulla hanno a che fare con la tutela dei lavoratori e che spinge a intervenire anche il segretario del Pd, Matteo Renzi: “Un abbraccio solidale a Massimo Osanna, il sovrintendente degli scavi di Pompei”, scrive l’ex premier sul suo blog. "La musica è cambiata da quelle parti. Dal 2014 a oggi - ricorda - i visitatori sono aumentati del 25%, sfondando il tetto dei tre milioni. E sono state aggiudicate gare per oltre cento milioni di euro, con 59 interventi conclusi, 13 in corso, 4 da avviare”.




Nell'intervista, Osanna parla di "battaglia continua, ma non con tutti. Solo con due sigle autonome". "Ci sono rappresentanti che sono portatori di microinteressi personali - aggiunge - e mi fanno richieste non sindacali". A mo' di esempio, cita l'operazione di accorpamento di due uffici del personale, quello di Boscoreale e Oplontis, e "Unsa e Flp mi hanno chiesto revocare il provvedimento. Sono venuti anche dentro il mio ufficio a chiedermelo. Non l'ho fatto", perché non era una richiesta nell'ambito sindacale.

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