Ilva: a Taranto quasi 5mila esuberi temporanei

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L’azienda ha confermato ai sindacati di categoria la necessità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria (ex art.7 comma 10 tr, legge 236/93). Coinvolti anche 80 lavoratori dello stabilimento di Marghera

Sono 4.984 i lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto che l'azienda dichiara in esubero temporaneo e che usufruiranno degli ammortizzatori sociali, verosimilmente la cassa integrazione straordinaria, a partire da marzo. Lo ha comunicato l'azienda alle segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Usb durante il consiglio di fabbrica, in occasione dell'avvio delle consultazioni in vista della scadenza dei contratti di solidarietà.

 

Cassa integrazione straordinaria da marzo - L'Ilva ha confermato ai sindacati di categoria la necessità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria (ex art.7 comma 10 tr, legge 236/93) per 4.984 dipendenti dello stabilimento di Taranto e 80 dello stabilimento di Marghera. Nel documento consegnato alle organizzazioni sindacali durante il consiglio di fabbrica, l'Ilva fa presente che si rende necessario "effettuare fermate parziali o anche totali di tutti gli impianti a valle e a monte del ciclo produttivo a caldo di Taranto, con inevitabile riduzione del fabbisogno di risorse umane".

 

4.984 esuberi temporanei - L'ipotesi di esuberi per Taranto prevede la "sospensione" di 433 lavoratori dell'area Ghisa, 821 dell'area Acciaieria, 988 dell'area Laminazione, 916 dell'area Tubifici-Rivestimenti tubi-Fna, 896 dell'area Servizi-Staff e 939 dell'area Manutenzioni centrali (in totale 4.114 operai, 574 impiegati, 296 equiparati). L'azienda ha precisato in oltre che "le fermate dell'area di lavorazione a valle dell'area fusoria saranno modulate tra loro in modo alternato e, quindi, l'effetto non sarà cumulativo. Lo stesso sito di Marghera, quindi, potrà essere interessato da una fermata totale e completa, sia pure per un periodo parziale  e in stretta interdipendenza con il sito ionico". 

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