Fiumicino, arrivati altri 40 profughi grazie ai "Corridoi umanitari"

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Sono in tutto 540 le persone giunte nel nostro Paese grazie al progetto promosso da Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese. I nuovi arrivati, provenienti soprattutto dalle città siriane di Aleppo, Homs e Damasco, sono i primi del 2017

Un gruppo di quaranta profughi siriani, tra cui molti bambini, donne, malati e anziani, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino. I migranti sono arrivati nel nostro Paese, con un volo di linea da Beirut, grazie ai “Corridoi umanitari” promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese. I nuovi arrivati, provenienti soprattutto dalle città siriane di Aleppo, Homs e Damasco, sono i primi nel nuovo anno.

Affidati a centri e famiglie - Il volo Alitalia è arrivato poco dopo le 6.30. I migranti sono stati accompagnati dalla polizia di Frontiera in un'area dello scalo per sbrigare le pratiche individuali, compresa l'identificazione anche attraverso le impronte digitali. Poi, dopo il benvenuto in aeroporto, la fase di smistamento per l'affidamento ai centri di accoglienza e alle famiglie, già individuati in varie parti d'Italia, per cominciare il reinserimento e l'integrazione.

In tutto arrivate in Italia 540 persone - I profughi arrivati sono sia cristiani sia musulmani, un terzo minori. Il progetto dei “Corridoi umanitari” è partito il 15 dicembre 2015, dopo la firma di un accordo con i ministeri degli Esteri e dell'Interno. Comprese quelle arrivate oggi, sono 540 le persone giunte in Italia. Il piano prevede mille arrivi entro il 2017. I migranti coinvolti appartengono a famiglie in condizioni di “vulnerabilità” e beneficiano di un modello, interamente autofinanziato dai promotori, che favorisce l'integrazione di adulti (attraverso il lavoro) e bambini (attraverso le scuole) e garantisce la sicurezza per chi arriva e per chi accoglie.

“È tempo di costruire ponti, non di innalzare muri” - I profughi sono stati accolti a Fiumicino dal viceministro degli Esteri, Mario Giro, dal presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, e dal prefetto Angelo Malandrino per il ministero dell'Interno. Presenti anche alcuni rifugiati arrivati nei mesi scorsi. Questo sistema, ha detto Impagliazzo, “mostra che l'integrazione è possibile in Italia e in Europa. È tempo di costruire ponti, non di innalzare muri”. Stessa linea per Giro: “Muri e tutto ciò che comporta il cosiddetto cattivismo non risolvono i problemi ma aumentano la nostra insicurezza, aumentano l'odio”. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, poi, ha annunciato che prossimamente i “Corridoi umanitari” verranno allargati anche all’Etiopia.

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