Allarme da Milano: "Giustizia al collasso". E Davigo attacca Orlando

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In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale Alfonso chiede più magistrati e avverte: "Le infiltrazioni mafiose sono un fatto grave per la città". Il presidente dell'Anm: "Governo non violi indipendenza giudici"

Anche se gli sforzi del ministro della Giustizia Andrea Orlando sono stati apprezzati, “l’amministrazione della giustizia resta al collasso”. È questa l’opinione del procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, che ha redatto una relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Cerimonia che è stata caratterizata dall'attacco del presidente dell'Anm Piercamillo Davigo, che rivolto al Guardasigilli ha detto: "Spero, signor ministro, che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violare l’indipendenza della magistratura". Pronta la replica di Orlando: "Non credo che si stia attentando all'autonomia della magistratura perché si modifica l'età pensionabile".

Quanto alla relazione del procuratore generale, per Alfonso la giustizia è di fronte a “una crisi ormai cronica” dove “tutto ciò che rimane è un bando di concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari”.
 

Tra carenza di personale e obiettivi raggiunti - Il sistema fatica perché, sempre secondo Alfonso, ci sono “vacanze degli organici e del personale amministrativo”. Per questo il procuratore generale ha invocato un “intervento urgente e serio del governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della giustizia”. La carenza di personale ha toccato punte del 37%, ha sottolineato anche il presidente della Corte d’Appello milanese, Marina Anna Tavassi che, però, ha anche ricordato che la realtà di Milano, grazie agli obiettivi raggiunti, è in linea con “le sedi giudiziarie più virtuose" in Europa.

 

Le infiltrazioni mafiose di Fiera Milano: fatto "assai grave" - Alfonso, nella sua relazione, ha anche affrontato la questione delle infiltrazioni mafiose di Fiera Milano Spa, definendo l’episodio come un fatto “assai grave per la città di Milano”, con un chiaro riferimento alla recente richiesta delle Dda (direzione distrettuale antimafia) milanese su Fiera Milano e le infiltrazioni di “Cosa Nostra”.

 

La difficoltà dei giovani che vogliono diventare magistrati - Un altro punto critico del sistema, secondo il procuratore generale, è quello dell’accesso alla professione di magistrato che avviene intorno ai 30 anni. Questo ha allontanato dalla magistratura “giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso”. Il sistema, così come è pensato ora, esclude “quei giovani che provengono da famiglie non abbienti che non possono permettersi di attendere mediamente cinque anni prima di entrare in magistratura”.

 

La lotta contro Isis - Il procuratore generale ha voluto anche ricordare l’impegno nella lotta contro l’Isis, negli ultimi due anni. “Sono state svolte indagini complesse e rilevanti, con risultati molto positivi nell’ultimo anno ”, ha ricordato Alfonso. 

 

Roma: "La giustizia rappresenti risorsa e non problema" - L’inaugurazione dell’anno giudiziario ha riguardato anche mole altre città italiane. A Roma, il presidente della Corte d’Appello ha ribadito che ora la Capitale deve diventare “un luogo in cui l’amministrazione della giustizia rappresenta una risorsa e non un problema”. Sempre nel contesto romano, il procuratore generale ha confermato che nella città persistono mafie storiche affiancate da “nuove forme di criminalità organizzata”.

 

Napoli, il sindaco chiede aiuto allo Stato sulle "stese" - A Napoli, il sindaco Luigi de Magistris, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha chiesto l’aiuto dello Stato per combattere il fenomeno delle “stese”, cioè degli spari all’impazzata a scopo intimidatorio. “Da tantissimo tempo chiedo più mezzi, risorse umane e materiali al governo”, ha detto il sindaco.

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