Verona, incidente bus: morti i due figli del "professore eroe"

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Il docente è riuscito a salvare alcuni studenti entrando e uscendo dal pullman in famme. Nello schianto e nel rogo hanno perso la vita 16 ragazzi ungheresi in gita. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Anche Budapest indaga. Secondo le testimonianze, dal motore usciva fumo nero prima dell'impatto

Il giorno dopo l’incidente in cui hanno perso la vita sedici ragazzi ungheresi, che tornavano a casa dopo una gita sulle nevi francesi, si continua a indagare sulle cause che hanno provocato lo schianto e il rogo. La Procura di Verona ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo plurimo stradale. Parallelamente all'Italia, anche la polizia ungherese ha avviato un'inchiesta. Secondo la testimonianza di un autista slovacco, già prima dell'incidente usciva fumo nero dal motore dell'autobus.

 

Morti i due figli del prof eroe - L’impatto contro un pilastro dell'autostrada A4 Brescia Padova, all'altezza dell'uscita di Verona Est, in direzione Venezia. Le vittime erano studenti di un liceo classico di Budapest, dove ora diverse persone stanno lasciando fiori e candele. La maggior parte sono morte praticamente nel sonno. Tra le vittime ci sono anche i figli del professore di Educazione fisica Gyoergy Vigh, che non ha esitato a entrare e a uscire dall'autobus in fiamme portando fuori uno ad uno alcuni studenti. L'uomo, con gravi ustioni sulla schiena, è stato dimesso. "Non è riuscito a salvare il figlio e la figlia" dice il console generale d'Ungheria a Milano, Judith Timaffy. A bordo del pullman c'era anche la moglie del docente "che ha visto - sottolinea il console - morire la figlia. Il ragazzo non l'hanno proprio visto ma purtroppo è tra i deceduti".
Rientreranno oggi in Ungheria, con i genitori o con i mezzi della Croce Rossa ungherese, i sopravvissuti.

 

Incertezze sul destino dell'autista alla guida - "Non sappiamo ancora se l'autista è morto o ferito": Girolamo Lacquaniti, dirigente della polizia stradale di Verona, ha risposto così alla domanda sul conducente del pullman ungherese che si è schiantato in A4 e ha preso fuoco, con un bilancio di 16 vittime. A rendere difficile una possibile certezza sull'autista alla guida - a bordo ce n'erano
due e pare si dessero il cambio ogni tre ore - il fatto che ci sono ancora vittime da identificare e ci sono due feriti gravi ricoverati all'ospedale Borgo Trento a Verona ancora senza nome.

 

Le indagini - Gli investigatori sono al lavoro per cercare di capire cosa sia successo. Testimonianze parlano di un problema a una ruota, di un pullman che sbandava, di fumo e scintille che uscivano dal motore. C'è da capire se c'è stato un malore o un colpo di sonno del conducente oppure se si è trattato di un guasto tecnico. Tra gli interrogativi anche quelli legati al possibile nesso causale tra l'impatto e l'immediato scoppio dell’incendio che ha distrutto il pullman, che andava a gasolio. La stradale dovrà ricostruire anche nel dettaglio il viaggio di ritorno dalla Francia del veicolo e i meccanismi di cambio alla guida e riposo tra i due autisti, che risulterebbero essere stati presenti sul pullman. Tra le testimonianze anche quella di un autista slovacco: “Ho visto il pullman sputare fuoco nero dal motore. Fumo e scintille. Eravamo all'altezza di Desenzano, ho provato a segnalare il problema con il clacson e i fari ma non ho ottenuto risposta. Ho fatto di tutto ma il bus si è allontanato a 110 all'ora. L'ho ritrovato più tardi in fiamme”.

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