Roma, aggressione a Santa Maria Maggiore: sfregiati prete e sacrestano

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Fermato un uomo di 41 anni originario di Frosinone. Ha fatto irruzione nella Basilica con un coccio di bottiglia. Grave il responsabile della sacrestia 

Un uomo è entrato nel pomeriggio nella basilica di Santa Maria Maggiore, al centro di Roma, e ha aggredito con un coccio di bottiglia due sacerdoti, il sacrestano e il padre superiore, sfregiandoli al volto. Ha tentato poi la fuga, ma è stato bloccato poco dopo dai carabinieri. Ha 41 anni, è originario della provincia di Frosinone e, secondo i primi accertamenti, soffrirebbe di disturbi psichici. 

 

Grave il sacrestano - Al momento dell'aggressione, avvenuta poco dopo le 17, nella basilica di Santa Maria Maggiore si trovavano diversi fedeli, che hanno sentito delle urla provenire dalla sacrestia e visto uno sconosciuto fuggire di corsa all'esterno, dove i militari di pattuglia lo hanno intercettato. Ad avere la peggio è stato il sacrestano, padre Angelo Gaeta, trasportato al policlinico Umberto I in codice rosso per una profonda ferita dallo zigomo al mento. Nello stesso ospedale anche l'altro sacerdote, padre Adolfo Ralf, ferito piu' lieve a una guancia.

 

La ricostruzione  - Secondo testimoni, il responsabile del gesto, originario di Roccasecca, in provincia di Frosinone, è andato dritto in sacrestia mirando ai due sacerdoti. Avrebbe farfugliato qualcosa, frasi come "sono incompreso", e dopo averli sfregiati è scappato all'esterno cercando di dileguarsi nelle strade vicine. La sua fuga, però, è durata poco. E' stato bloccato da una pattuglia dei carabinieri della compagnia piazza Dante in servizio di vigilanza all'esterno della basilica, considerata uno degli obiettivi sensibili della capitale. Alla vista dei carabinieri, l'uomo ha anche tentato di disfarsi del coccio di bottiglia buttandolo a terra.

  

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