Sequestrati a Napoli 1400 "botti illegali", due arresti

La foto del sequestro (fonte: Carabinieri)
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Gli ordigni artigianali erano nascosti in un'abitazione privata e in un'officina situate entrambe in aree densamente popolate della provincia partenopea

Blitz dei carabinieri in provincia di Napoli contro i “botti di fine anno”. I militari, tra i comuni di Sant’Anastasia e Torre del Greco, hanno sequestrato 1.400 ordigni artigianali nascosti all’interno di un’abitazione privata e di un’officina, situate entrambe in zone densamente popolate, arrestando due persone con l’accusa di detenzione di materiale esplosivo.

Il mercato nero dei “botti” – Secondo quanto riferito in una nota diffusa dai militari dell’Arma, i due arrestati, entrambi piuttosto giovani, si accingevano a immettere e vendere il materiale sequestrato nel mercato nero dei fuochi d’artificio, particolarmente fiorente, soprattutto a Napoli e provincia, in vista dei festeggiamenti della notte di San Silvestro.

L’esplosivo nell’armadio di casa – A Santa Anastasia, comune dell’area Vesuviana di poco meno di 30mila abitanti a nord est di Napoli, i carabinieri della stazione locale hanno tratto in arresto un 21enne, accusato di detenzione illegale di materiali esplosivi ed esplodenti. All’ingresso della sua casa, i militari hanno scoperto una vera e propria polveriera in un armadio. Sono finiti sotto sequestro 600 ordigni pirotecnici di produzione artigianale: in totale 22 chili di esplosivo che il ragazzo aveva stipato in un normale armadio metallico. L’equivalente di una “bomba”, che al minimo incidente poteva causare danni gravissimi anche alle abitazioni vicine.

Gli ordigni in officina – A Torre del Greco, invece, sono stati i carabinieri dell’Aliquota radiomobile a scoprire altri 37 chilogrammi di esplosivo custoditi all’interno di una officina inserita in un’altra area urbana molto popolosa. In questo caso è finito in manette un 25enne del posto, già conosciuto alle forze delll’ordine. I giochi pirotecnici erano suddivisi in 821 ordigni esplosivi artigianali che avrebbero potuto scoppiare da un momento all’altro. Entrambi gli arrestati attendono di essere processati per direttissima, mentre il materiale sequestrato è stato portato in luogo sicuro per essere poi distrutto dagli aritificieri.

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