Messa per il boss, il sindaco: "Prete incompatibile col territorio"

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Il primo cittadino di Grumo Appula e l'arcivescovo di Bari prendono le distanze dal sacerdote che voleva celebrare una funzione in suffragio del boss Rocco Sollecito

Continua a far discutere la vicenda della messa in suffragio del boss Rocco Sollecito, morto in Canada. La funzione, organizzata da don Michele Delle Foglie, prete di Grumo Appula nel barese, dopo un primo spostamento è stata definitivamente cancellata. Ma questo non è bastato ha fermare le polemiche.

 

Il sindaco: "Dal parroco comportamenti controversi" - Michele D’Atri, sindaco di Grumo, ha infatti affermato di aver segnalato alla curia e alle forze dell’ordine l’iniziativa di don Michele Delle Foglie. E non si tratterebbe del primo caso controverso visto che il primo cittadino ricorda altri "comportamenti non condivisibili tenuti dal parroco che hanno letteralmente spaccato in due la comunità civile e religiosa di Grumo". Secondo il sindaco sarebbero necessari provvedimenti esemplari da parte del vescovo e delle autorità competenti verso un sacerdote che si trova in una situazione delicata: "Credo che su don Michele ci sia un profilo di incompatibilità col territorio - ha sottolineato D'Atri - per via dell'attività imprenditoriale della famiglia che sta tentando di aprire da anni il più grande impianto di compostaggio della regione in contrasto con il volere dell'amministrazione comunale".

 

Il monito dell'arcivescovo di Bari - In una lettera inviata direttamente a don Michele, Monsignor Cacucci, vescovo di Bari, ha chiesto "di non prendere iniziative simili per il futuro senza il mio consenso" e ha avvertito il parroco dei possibili effetti giudiziari del suo comportamento: "Il questore di Bari ha formalmente vietato, con provvedimento immediato a me inviato, la pubblica celebrazione religiosa. Un atto con valore precettivo che, se disatteso, prevede anche conseguenze di ordine penale”.

 

La difesa dai familiari di Sollecito - Mentre don Michele ha fatto sapere tramite un suo collaboratore che nei prossimi giorni renderà nota la sua posizione ufficiale, la cognata di Rocco Sollecito ha sottolineato: "Tutti i defunti meritano una messa, una preghiera. Non siamo noi a dover giudicare perché siamo tutti fratelli e sorelle".

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