Bari, cancellata la messa per il boss ucciso in Canada

Le affissioni funebri che invitavano alla messa per il boss
1' di lettura

Il questore e il vescovo si erano opposti all’iniziativa del parroco di Grumo Appula di celebrare la funzione in ricordo Rocco Sollecito. Avevano vietato la funzione pubblica e concesso il rito solo in forma strettamente privata. Alla fine, le porte della chiesa sono rimaste chiuse 

E' stata annullata a Grumo Appula, nel Barese, la messa in suffragio del boss di mafia ucciso in Canada. Sono infatti rimaste chiuse le porte della chiesa dove questa mattina alle sei - come disposto dal questore di Bari, Carmine Esposito, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, - avrebbe dovuto tenersi il rito religioso in suffragio di Rocco Sollecito. Una decisione, quella di sospendere la celebrazione, presa dalla famiglia del boss dopo le forti polemiche suscitate nei giorni scorsi.

 

 

 

 

L’invito del parroco – A organizzare il rito funebre, con tanto di cartelli affissi in tutto il paese, era stato il parroco della Chiesa madre, don Michele Delle Foglie, che si era esposto in prima persona. Immediata la reazione sia del questore che del parroco. Il primo aveva vietato la messa nel pomeriggio di oggi, 27 dicembre ndr, e aveva concesso solo la possibilità di celebrare all’alba, alle ore 6 di mattina, in forma strettamene privata.

 

 

L’ira del vescovo - Ancora più forte l’intervento del vescovo che, in una lettera inviata a don Michele, parlava di “grave scandalo" e vietava la messa per "tutelare la dignità della Sacra Celebrazione Eucaristica". A fronte dei richiami, quindi, il parroco ci ha ripensato; alla fine, la chiesa del centro del barese è stata aperta come tutti i giorni alle 7 per una normale messa.

 

La difesa del parroco che si rivolge a Papa Francesco – "Le messe non onorano, ma ricordano", aveva spiegato don Michele Delle Foglie nel tentativo di smorzare le polemiche. E ora, dopo la bufera che ha portato la famiglia Sollecito ad annullare la cerimonia, a RadioNorba ha aggiunto: "Penso di far giungere un appello a Papa Francesco affinché mi riceva come il padre accoglie un figlio nel dolore. Quanto più si è peccatori, tanto si chiede la misericordia di Dio".



Il boss ucciso in un agguato – Sollecito, 67enne originario di Grumo Appula (ma di famiglia agrigentina), era ritenuto un esponente di spicco del crimine organizzato italiano in Canada, e in particolare del clan Rizzuto. Era stato ucciso il 27 maggio scorso in un agguato a Montreal in quello che il portavoce della polizia di Laval, Franco di Genova, non aveva esitato a definire "un omicidio legato alla mafia".

 

Il precedente – Dopo l’omicidio, la salma di Sollecito era stata portata e Grumo Appula ma il questore di Bari Esposito, anche in quel caso, aveva vietato la celebrazione dei funerali solenni fissati per il 6 luglio ordinando che le esequie si tenessero all’alba.

Leggi tutto