Venezia, banditi piercing e trucco pesante: nuove regole per i vigili

Vigili in sorveglianza della città lagunare (Getty Images)
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Il Comune ha deciso di regolamentare l'aspetto degli agenti. Vietati look eccessivi, codino e orecchini. Una decisione legata a motivi di sicurezza ma anche al decoro. Dure critiche dalla Cgil

Per le vigilesse trucco consentito solo se "sobrio". Capelli corti e niente orecchini per i colleghi maschi. Banditi piercing e codino, così come lo smalto colorato per le unghie. È quanto ha stabilito il nuovo regolamento del Comune di Venezia per la Polizia municipale.

Il Comune della città lagunare ha deciso infatti di regolamentare "l'aspetto" degli agenti della Polizia municipale. Tutto è scritto in un documento di 76 pagine varato dalla Giunta guidata dal sindaco Luigi Brugnaro. In alcuni casi le scelte - come riferisce Il Corriere delle Sera - sono dettate da motivi di sicurezza altre per il decoro del corpo ma ogni caso, per questo è stata investita del compito una vigilessa, sarà valutato volta per volta.

 

Sobrietà nel look -  Ad esempio, l'uso di orecchini è bandito per i vigili mentre per le vigilesse sono consentiti, ma non con pendenti, per motivi di sicurezza (in un'eventuale colluttazione potrebbero produrre danni all'orecchio). Per quanto riguarda i capelli, per i maschi via i codini e comunque il taglio deve essere regolato tendenzialmente al 'corto'. Per le donne invece la capigliatura, se lunga, va raccolta in chignon per praticità ma anche per evitare che possano essere tirati. Regole anche per barba e baffi, ma tutte da valutare.

Il Comune, per altro, sta per indire un concorso per assumere nuovi agenti per la polizia municipale e in questo caso i requisiti prevedono anche la prestanza fisica che in passato non era considerata.

 

Cgil: "Regolamento paradossale" - Le nuove regole sono state duramente criticate dalla Cgil. Dietro la prescrizione di mantenere "un aspetto consono" evitando "ogni forma di eccentricità" di carattere generale si dipana un elenco dettagliato, "tanto assurdo quanto paradossale e soprattutto umiliante, di (pochi) diritti e (tanti) doveri per il corpo di polizia della citta' lagunare". Nell'annunciare per il 24 dicembre una assemblea dei vigili urbani, la Cgil contesta, in particolare, le direttive estetiche. Nella sezione 'Cura della persona' si prevede che le donne del corpo di polizia locale abbiano "capelli ordinati, ben curati e, se tinti, di colore naturale"; niente taglio "bizzarro od inusuale"; un uso "moderato di cosmetici" (elencati in dettaglio: rossetto, cipria, fard, fondo tinta, mascara e ombretto). Per le donne inoltre, "è fatto anche obbligo di indossare biancheria intima, compreso il reggiseno". Per gli uomini prescrizioni simili, con obbligo di capelli corti e il totale divieto di "uso di cosmetici nonche' di orecchini o altro tipo di piercing".

 

Requisiti di accesso legati anche alla forma fisica - Tra le altre cose, rileva la Cgil, il regolamento codifica i requisiti di accesso al lavoro legati alla forma fisica: chilometro di corsa, prova di salto in alto e sollevamenti alla sbarra. Insomma, "pochi diritti e tanti doveri", questo il contenuto del regolamento che, conclude il sindacato, "oltre le discutibili prescrizioni di colore contiene gli ennesimi atti autoritari e vessatori verso il corpo di polizia locale dell'amministrazione Brugnaro".

 

 

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