Tangenti nella sanità lombarda, sequestrati 2,5 milioni a Canegrati

1' di lettura

Conosciuta come la “Zarina” degli appalti dell’odontoiatria lombarda, risulta coinvolta nell'inchiesta assieme al suo commercialista. Si tratta del seguito dell’operazione “Smile” di febbraio sulla corruzione nel sistema sanitario regionale

Sequestri preventivi per due milioni e mezzo di euro, tra beni e conti correnti, sono stati operati da carabinieri e guardia di finanza nei confronti dell’imprenditrice Paola Canegrati, soprannominata "Lady sorriso" o "Lady dentiera", attualmente sotto processo a Monza per la gestione illecita degli appalti dei servizi di odontoiatria negli ospedali lombardi svelata dall’inchiesta Smile dello scorso febbraio. Il sequestro preventivo riguarda anche il commercialista della Canegrati e due società del settore di cui la donna era amministratore unico.


Le indagini - Le misure cautelari, eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo presso il comando provinciale di Milano e dai finanzieri del Gruppo di Monza, sono state emesse a seguito degli ulteriori approfondimenti svolti dal pm Manuela Massenz dopo l’arresto a febbraio dell’imprenditrice brianzola, che ha trascorso sei mesi al carcere di San Vittore per queste vicende e oggi si trova agli arresti domiciliari.

La truffa al servizio sanitario - Le accuse contestate riguardano presunte truffe al sistema sanitario regionale lombardo, dichiarazione fraudolenta di beni e appropriazione indebita. La Canegrati (detta anche la “zarina degli appalti”), titolare di imprese operanti nel settore delle prestazioni odontoiatriche, avrebbe infatti raddoppiato gli importi da mandare a rimborso a carico del servizio sanitario, procurandosi un profitto illecito pari a 345mila euro. Le altre contestazioni riguardano una presunta evasione fiscale di 445mila euro, commessa attraverso l’utilizzo di fatture per quasi 2 milioni di euro, emesse da società estere, e dei prelievi di denaro dalle casse delle società attraverso carte dei credito aziendali per due milioni e mezzo di euro.

Il patteggiamento sfumato - La Canegrati, nei mesi scorsi, aveva avanzato istanza di patteggiamento a 4 anni e 2 mesi per le accuse di aver fatto incetta di appalti nella sanità grazie ai suoi appoggi nella politica lombarda (in particolare l’ex presidente della commissione sanità Fabio Rizzi della Lega e il suo portaborse Mario Longo), ma l’ipotesi era sfumata perché il giudice non aveva ritenuto la pena congrua. La donna, imputata di corruzione, ha dunque deciso di affrontare il processo ordinario, dove è imputato anche il suo commercialista. L’indagine Smile aveva portato all’emissione di 21 misure cautelari. La maggior parte delle persone coinvolte ha deciso di uscire di scena patteggiando.

Leggi tutto