Sala indagato per appalto Expo: autosospeso fino a chiarimento accuse

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Il sindaco di Milano è accusato di falso materiale e ideologico nell'ambito dell'inchiesta "Piastra dei servizi". Le opposizioni: "Torni al lavoro"

"Fino al momento in cui mi sarà chiarito il quadro accusatorio, ritengo di non potere esercitare i miei compiti istituzionali. La prossima settimana mi presenterò al Consiglio per riferire in merito". Lo dice il sindaco di Milano Beppe Sala in una lettera inviata ai vicesindaci di Milano, Anna Scavuzzo, di Città metropolitana, Arianna Censi, e al Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé. Il sindaco ha formalizzato dal prefetto la decisione di autosospendersi. 

 

L'indagine - La decisione arriva dopo la notizia che il primo cittadino risulta fra i nuovi iscritti sul registro degli indagati nell'inchiesta sull'appalto della "piastra servizi" di Expo. La "piastra", cioè, l'area su cui è stato sviluppato il sito espositivo. La Procura Generale ha avocato a sé l'inchiesta dopo che i pm avevano chiesto l'archiviazione. Protestano le opposizioni, con Salvini e Parisi che invitano il sindaco a tornare al lavoro.

 

"Ostacolo temporaneo" - "Ritengo che l'attuale situazione determini per me un ostacolo temporaneo a svolgere le funzioni", ha aggiunto Sala: "La mia assenza è motivata dalla personale necessità di conoscere innanzitutto le vicende ed i fatti contestati".

 

 

Le accuse - Le contestazioni mosse a carico del sindaco, in quanto commissario unico di Expo, sarebbero di concorso in falso ideologico e falso materiale. L'inchiesta riguarda l'assegnazione dell'appalto per i lavori di preparazione dell'area su cui sono sorti i padiglioni di Expo 2015, vinto dal gruppo Mantovani con un ribasso record di oltre il 41%, a 149 milioni di euro rispetto ai 272 milioni iniziali.

 

Indagini prorogate di 6 mesi - A coordinare l'inchiesta è il sostituto pg di Milano Felice Isnardi che poco più di un mese fa aveva avocato l’indagine per la quale la Procura presso il Tribunale aveva chiesto l’archiviazione. Nel registro degli indagati risultano iscritte sette persone tra le quali gli ex manager di Expo Antonio Acerbo e Angelo Paris, e l’ex presidente della Mantovani spa Piergiorgio Baita.


Parisi: "Reazione isterica" - Di reazione "isterica" parla l'ex avversario di centrodestra alle amministrative milanesi, Stefano Parisi: "Deve tornare a lavorare immediatamente". "La procura - spiega Parisi - deve essere libera di fare un'indagine senza essere sotto ricatto del fatto che la città ora non èiù governata. I milanesi non hanno eletto il vicesindaco, ma Giuseppe Sala che ha responsabilità nei confronti dei milanesi".



 

Salvini: non è condanna, ma è un problema - Sul caso è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini: "Non è una condanna, io non faccio il giudice e non condanno le persone, ma ho il dubbio che qualche problema in procura a Milano ci sia e che Sala sia stato tutelato e protetto" fino ad oggi.

 

SALA IN PREFETTURA: LE FOTO

 

 

 

Data ultima modifica 16 dicembre 2016 ore 14:05

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