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L’immobiliarista finito in manette insieme a Raffaele Marra non è nuovo alle cronache. Nel 2013 fu al centro della vicenda “affitti d’oro”. Possiede immobili di prestigio nel cuore della Capitale, sede di numerose istituzioni

Sergio Scarpellini, l’imprenditore quasi 80enne arrestato questa mattina insieme a Raffaele Marra, è uno dei più noti immobiliaristi romani. Proprietario di un gruppo che conta oltre 550 dipendenti, possiede un portafoglio composto in gran parte di immobili di prestigio ubicati nel cuore della Capitale: dal Complesso Marini, che ospita alcuni uffici della Camera dei Deputati, allo stabile a pochi passi da Fontana di Trevi affittato al Consiglio di Stato e al Comune di Roma, al palazzo in Via Flaminia, vicino Piazza del Popolo, sede del Tar del Lazio, solo per citarne alcuni.

 

Scarpellini non è nuovo alle cronache. Nel 2013 fu al centro della vicenda ‘affitti d’oro’. C’è chi lo considera il costruttore preferito dalla Casta, perché proprietario di alcuni palazzi affittati dalla Camera a peso d'oro. “Ho coccolato la politica: bei posti, ristrutturati, pulitissimi, pregiati, e ora mi sbattono sui giornali” disse a fine 2013 in una rara intervista concessa al Fatto Quotidiano. Con i soldi spesi per l’affitto, spiegò all’epoca, la Camera avrebbe potuto comprare due dei tre palazzi locati: "Perché con i 369 milioni di euro che hanno speso per le locazioni, non hanno direttamente acquistato gli immobili?". Fu lui stesso a definirsi “l’imprenditore delle larghe intese: io non sono né di sinistra né di centro o di destra, sono di tutti. Tifo per la Roma e vado a vedere pure la Lazio”. 

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