Ospedali, oggi scioperano anestesisti e rianimatori

Un paziente anestetizzato prima di un intervento (Getty Images)
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“Più di 20mila gli interventi a rischio”, secondo il sindacato Aaroi-Emac che conferma la protesta, revocata invece dalle altre organizzazioni dei medici. I lavoratori che aderiranno incroceranno le braccia per le prime quattro ore del turno 

Anestesisti e rianimatori ospedalieri in sciopero venerdì 16 dicembre per protestare contro il mancato rinnovo del contratto. Il blocco riguarderà le prime quattro ore di ogni turno lavorativo di chi aderirà alla mobilitazione. Per l'Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani-Emergenza area critica (Aaroi-Emac), sindacato della categoria, sono a rischio oltre 20mila interventi. 


Protesta confermata – L'Aaroi-Emac è l'unica sigla ad aver confermato lo sciopero, che è stato invece revocato dagli altri sindacati medici dopo la crisi di governo. Una crisi che “ha frustrato i nostri ultimi tentativi di ottenere modifiche alla Legge di bilancio - spiega l'Anaao, Associazione medici e dirigenti del Sistema sanitario nazionale - pertanto abbiamo ritenuto opportuno non procedere all'effettuazione dello sciopero”. Le ragioni della protesta “rimangono in piedi” invece per Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione anestesisti e rianimatori.



I motivi della vertenza - Una decisione “maturata e sofferta, presa tutt'altro che a cuor leggero – affermano i rappresentanti dell'Aaroi-Emac in una nota – dopo mesi di richieste insoddisfatte e di false promesse”. Richieste che riguardano il rinnovo contrattuale, le assunzioni nella sanità e le soluzioni per risolvere “precariato” e “caporalato”. Il sindacato, in particolare, dice “basta alle scelte governative che continuano ad imporre lacrime e sangue a tutto il personale del Ssn e ai cittadini – prosegue la nota – per tappare le falle create dalle politiche scriteriate dei tagli”.

Lo sciopero, nell'intento dell'associazione, “è l’ennesimo tentativo di richiamare l’attenzione su una sanità italiana gravemente ammalata, a nome di chi ci lavora quotidianamente, ma anche e soprattutto di chi deve essere curato”. Le rivendicazioni riguardano infatti anche alcune situazioni che metterebbero a rischio medici e pazienti, come “la graduale (e illegale) sostituzione della guardia anestesiologica h24 con un anestesista reperibile da casa, il ricorso (anche questo illegale) sempre più diffuso al caporalato delle cooperative e lo sfruttamento dei medici precari e degli specializzandi”. Infine, l'associazione punta il dito contro le “attività multiple sempre più spesso addossate a un unico medico, costretto al rischio di trascurare un paziente grave per poter garantire le cure ad uno più grave”.


A rischio 20mila interventi – Senza anestesisti e rianimatori in sala operatoria, più di 20mila interventi chirurgici rischiano di saltare. “Astenendoci dal lavoro nelle prime quattro ore di ogni turno di servizio – spiega l'Aaroi-Emac – dimostreremo che senza di noi si fermano tutte le funzioni vitali degli ospedali: in sala operatoria, nei punti nascita, e non solo".

Attività assistenziali salvaguardate –
La modalità di protesta scelta - quattro ore all'inizio di ogni turno lavorativo - consentirà comunque di salvaguardare, nelle fasce orarie non comprese nello sciopero, tutte le attività assistenziali previste a garanzia dei servizi sanitari essenziali e quelle dedicate ai pazienti fragili, come gli oncologici, anziani e bambini.

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