Macellazione clandestina e carne adulterata, 50 indagati nel Messinese

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Scoperta una filiera illegale che iniziava con il furto di animali e si concludeva con la vendita al pubblico. Coinvolti indagati allevatori, macellai e veterinari. 33 le misure cautelari 

Maxi-operazione della Polizia in provincia di Messina contro la macellazione clandestina. Trentatré le misure cautelari emesse in seguito a un’indagine nata nel territorio del Parco dei Nebrodi.

 

I dettagli sull’operazione - “Gamma inteferon”, questo il nome dell’operazione, ha fatto luce su una presunta filiera illegale di ingenti quantitativi di carne destinata al consumo.  Cinquanta complessivamente le persone indagate. Tra loro ci sono allevatori e macellai, affiancati da medici veterinari in servizio presso l'Asp di Sant'Agata Militello. Ognuna delle persone coinvolte aveva un preciso ruolo nell'organizzazione della filiera illegale e clandestina delle carni, parallela a quella certificata.

 

 

Dal furto alla macellazione - Le indagini hanno fatto emergere come le attività illegali abbiano avuto inizio con furti di animali, per poi proseguire fino alla macellazione clandestina e alla successiva vendita al pubblico. In commercio sono finiti alimenti pericolosi per la salute, poiché privi di controlli sanitari e quindi ad altissimo rischio per la trasmissione di malattie infettive, quale la tubercolosi.

 

I gruppi in azione – Le bande criminali convivevano sul vasto territorio dei Nebrodi senza scontrarsi, muovendosi in maniera autonoma, il primo su Tortorici, il secondo su Cesarò- Ciò che differenzia il primo gruppo dal secondo – spiegano gli inquirenti - è il salto di qualità operato da quest'ultimo, con l'inserimento nella filiera clandestina della carne, di medici veterinari dell'Asp di Sant'Agata Militello. Sono loro a garantire la "legalizzazione"  sulla carta con falsa documentazione e apposizione di marchi identificativi sugli animali rubati e a permetterne quindi il transito attraverso le aziende del gruppo. La conoscenza del vasto territorio e il controllo dello stesso, con auto apripista durante il trasferimento degli animali che segnalavano la presenza di forze dell'ordine ed eventuali posti di blocco, rendevano l'attività criminale oliata ed efficiente. 

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