"Istigò al voto di scambio", indagato il governatore De Luca

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Nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli c'è un'ipotesi di reato. Si cerca di far luce su un incontro tra il presidente della Regione Campania e 300 amministratori locali avvenuto in vista del Referendum

C'è una ipotesi di reato, istigazione al voto di scambio, nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli sulle dichiarazioni espresse dal governatore della Campania, Vincenzo de Luca, nel corso di un incontro con circa 300 amministratori locali alla vigilia del Referendum (LO SPECIALE) ai quali avrebbe chiesto di darsi da fare per far votare sì. La Procura, il 24 novembre, aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. 

 

“Istigazione per voto di scambio” - Nel corso dell'incontro con gli amministratori locali, che si svolse in un albergo di Napoli, De Luca incoraggiò i sindaci a inviare fax nei quali indicare i voti conquistati. Il Governatore della Campania avrebbe invitato gli amministratori locali anche a offrire fritture di pesce, piuttosto che gite in barca, pur di convincere gli elettori.

 

La frase incriminata - A fare scalpore è stato in particolare il passaggio in cui De Luca avrebbe mostrato come esempio di "clientela fatta come Cristo comanda" il  sindaco di Agropoli (Salerno), Franco Alfieri, invitandolo a offrire  "fritture di pesce" o a portare "sugli yacht" gli elettori in cambio del loro voto. "Battute goliardiche" le ha definite ieri il governatore della Campania.

 

“Bisogna mettere in conto di ricevere avvisi di garanzia” – Il governatore Vincenzo De Luca, all'inaugurazione di tre servizi operativi nell'Ospedale del Mare, ha commentato: “Quando hai la coscienza tranquilla si va avanti oppure qui moriamo di avvisi di garanzia mentre i cittadini non hanno neanche i servizi essenziali. È necessario avere dirigenti che non hanno paura di mettere una firma, e che mettono in conto di ricevere un avviso di garanzia".

 

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I prossimi interrogatori - Nei prossimi giorni il pm Stefania Buda, titolare dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, interrogherà altri testimoni. Secondo quanto si è appreso, il magistrato dovrebbe ascoltare in particolare esponenti del comitato per il Sì' al referendum per la riforma costituzionale, nonché gli organizzatori dell'incontro tra De Luca e i sindaci della Campania.Tra gli esponenti del comitato figurano anche Piero De Luca, figlio del governatore della Campania

 

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