Roma, l'assessore Muraro si dimette: sono indagata, estranea ai fatti

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Nella notte il passo indietro: "Ho ricevuto un avviso di garanzia". Cinque le contestazioni alle quali dovrà rispondere il 21 dicembre ai pm. A Virginia Raggi le deleghe all'Ambiente

L'annuncio arriva nel cuore della notte tra lunedì e martedì. Paola Muraro si dimette dalla carica di assessore all'Ambiente del comune di Roma dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per presunte violazioni del testo unico ambientale.

 

Cinque i capi d'imputazione - Quando il 21 dicembre prossimo si presenterà alla Procura di Roma per essere interrogata, Muraro dovrà rispondere di cinque contestazioni indicate nell'invito a comparire. In particolare, l'ex assessore all'Ambiente della giunta Raggi deve difendersi della violazione dell'articolo 256 della legge 2006 in materia di reati ambientali. Violazione che sarebbe stata commessa anche da quattro responsabili degli impianti per il trattamento dei rifiuti di Rocca Cencia e via Salaria, ora indagati. Tra le altre contestazioni, "una gestione non autorizzata di rifiuti speciali" e la violazione delle prescrizioni riguardanti "lo stoccaggio dei rifiuti prodotti dal processo di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani indifferenziati". Per il reato di abuso d'ufficio si va verso una richiesta di archiviazione.

 

L'annuncio della sindaca - La notizia era arrivata direttamente dalla sindaca Virginia Raggi, al termine di una lunga riunione di maggioranza. "In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini. Attendiamo con fiducia che l'assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe".

 

 

La reazione della (ex) assessora - Muraro da parte sua spiega che proprio "oggi" (ieri, ndr) tramite il suo legale, la Procura di Roma le "ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all'articolo 256 del Testo unico sull'ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione" (Chi è Alberto Galanti, il giudice che ascolterà Paola Muraro).

 

Muraro e M5S, un rapporto tormentato - Iscritta nel registro degli indagati ad aprile, l'assessora all'Ambiente era venuta a conoscenza della sua posizione giudiziaria, comunicandola alla sindaca, a luglio. Poi entrambe avevano divulgato la notizia i primi di settembre in commissione eco-mafie. Raggi, fino ad oggi, l'aveva sempre difesa nonostante più di un mal di pancia nello stesso Movimento Cinque Stelle. "Appena avremo maggiori informazioni prenderemo provvedimenti", la posizione ribadita più volte dalla sindaca.

 

Raggi assume le deleghe all'Ambiente - Ma evidentemente la linea 'garantista' sposata dal Campidoglio non ha retto alla notifica dell'avviso di garanzia (che prima la Muraro aveva sempre negato di aver ricevuto). Così Virginia Raggi oggi sottolinea: "Non sono entrata nel merito dell'avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale. Ritengo importante infatti dare continuità all'azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale".

 


 

La giunta perde un altro pezzo - L'esecutivo comunale intanto, dopo le dimissioni a settembre dell'ex assessore al Bilancio Marcello Minenna, perde un altro pezzo. Eppure uno spiraglio per l'ormai ex responsabile dell'Ambiente sembra ancora restare. E si evince proprio dalle parole della sindaca: "Attendiamo con fiducia che l'assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe".

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