Roma, rivolta contro casa popolare assegnata a famiglia straniera

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E’ accaduto a San Basilio, alla periferia est della Capitale. Una famiglia di origine marocchina con tre bambini è stata bloccata da decine di residenti. Sullo sfondo, secondo la polizia municipale, non solo connotazioni razziste, ma anche interessi illegali. COME SI ASSEGNANO GLI ALLOGGI POPOLARI

Una rivolta dai connotati razzisti per impedire ad una famiglia di origine marocchina di entrare nella casa popolare di cui era assegnataria. E’ accaduto a San Basilio, quartiere “difficile” nella periferia est di Roma. I coniugi marocchini, con i tre figli piccoli al seguito, erano accompagnati dalla polizia municipale. L’appartamento del quale avrebbero dovuto prendere possesso – di proprietà dell’Ater, l’azienda delle case popolari della Regione Lazio – era stato di recente sgomberato dagli occupanti abusivi.

 

La rivolta degli abitanti - A quel punto decine di abitanti sono scesi in strada dai palazzoni circostanti, presidiando l'ingresso della casa per evitare che la famiglia assegnataria ne prendesse possesso. "Non vogliamo negri né stranieri, qui, ma soltanto italiani" avrebbero ripetuto i partecipanti al cordone. Gli agenti sarebbero stati pronti a forzare il blocco, ma la famiglia – padre operaio edile con reddito annuo di 12 mila euro e madre disoccupata – ha rinunciato, spaventata all’idea di abitare in un quartiere apertamente ostile. I manifestanti sono stati comunque identificati e denunciati.

 

Interessi illegali sullo sfondo - Il sospetto della polizia municipale è che dietro la motivazione razzista possa celarsi il business delle occupazioni abusive degli alloggi popolari e lo spaccio della droga, una piaga di San Basilio. Le case popolari spesso vengono usate come base dalle vedette che avvisano i pusher dell’arrivo della polizia.

 

L’indignazione della sindaca - La sindaca di Roma Virginia Raggi ha espresso "forte indignazione" per l’accaduto. "Un gesto vergognoso per Roma e i cittadini romani" lo ha definito. Intanto in Campidoglio si lavora per trovare un alloggio alternativo alla famiglia.


 

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