Morti in corsia, il medico: "Alleviavo sofferenze". L'infermiera tace

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Interrogatorio nel carcere di Busto Arsizio per Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga accusati di omicidio volontario. I pm: ancora 30 casi da esaminare. Commissione d'inchiesta su mandato della Regione Lombardia 

"Io alleviavo solo le sofferenze dei malati". Ha respinto ogni accusa Leonardo Cazzaniga, il medico anestesista arrestato il 20 novembre insieme all'infermiera Laura Taroni con l'accusa di omicidio volontario per le morti sospette nel pronto soccorso dell'ospedale di Saronno.

 

 

Lui respinge le accuse, lei non risponde al gip - Durante l'interrogarorio davanti al gip Luca Labianca, avvenuto presso il carcere di Busto Arsizio, l'uomo ha spiegato di aver somministrato farmaci ai suoi pazienti al solo fine di aiutarli a sopportare il dolore. Ha quindi respinto con forza l'accusa di aver voluto uccidere qualcuno e, come ha spiegato il suo legale Enza Mollica, ha cercato di chiarire la sua situazione rispondendo a tutte le domande del gip. 

Diversa, invece, la linea difensiva di Laura Taroni. L'infermiera del nosocomio in provincia di Varese ha infatti deciso di avvalersi alla facoltà di non rispondere. 

 

Taroni accusata solo della morte del marito - La donna, precisa anche il pm in conferenza stampa è accusata solo della morte del marito, avvenuta il 30 giugno 2013. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l'omicidio va inserito nella volontà di Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, colleghi e amnti, "di porre fine al vincolo matrimoniale e anche alla vita" del 43enne nei confronti del quale "l'indagata aveva maturato profondo rancore", e che le avrebbe anche chiesto, sostiene la Taroni intercettata, "rapporti intimi di natura non graditi".

 


 

Cazzaniga accusato di 5 omicidi - Il medico anestesista, invece, è accusato anche della morte di altre 4 persone alle quali avrebbe applicato il suo 'protocollo', un mix eccessivo di farmaci. E' quanto si sospetta sia accaduto a pazienti di età compresa tra i 69 e i 93 anni deceduti tra il 2012 e il 2013 con in corpo dosi di morfina dieci volte oltre il consentito oppure di Profol cinque volte superiore al normale.

Le intercettazioni choc:

 


 

 

Pm: 30 casi ancora da esaminare -  In tutto, fa sapere procuratore Gianluigi Fontana in conferenza stampa, sono "una trentina" i casi "ancora da esaminare" da parte degli inquirenti di Busto Arsizio nell'ambito della vicenda morti in corsi all'ospedale di Saronno. 

 

 

Assessore Regione: vertici ospedale rimossi - In conferenza stampa è intervenuto anche l'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha annunciato che i vertici dell'ospedale d Saronno saranno rimossi. In tutto, sono otto i provvedimenti disciplinari in corso. Per scavare a fondo sulla vicenda la Regione ha dato mandato all'Agenzia Tutela Salute di creare un'apposita commissione di inchiesta, che lavorerà a latere delle indagini dei magistrati.

 


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