Incendio città della scienza di Napoli, condannato a 6 anni il custode

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"Com'è possibile che sia condannato un innocente?" ha commentato in lacrime l'imputato. L'avvocato ha annunciato ricorso in appello

Il gup del Tribunale di Napoli, Maria Aschettino, ha condannato a sei anni di reclusione Paolo Cammarota, il custode di Città della Scienza accusato di essere responsabile dell'incendio che la sera del 4 marzo 2013 ridusse in cenere un ampio settore della struttura, che si trova nella zona di Bagnoli, a Napoli.

Per i pm Ida Teresi e Michele Del Prete, quel rogo fu doloso e il giudice ha accolto la testi dei magistrati della Procura di Napoli. Cammarota resterà comunque in libertà in quanto non sussistono i requisiti necessari (pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove) per la detenzione in carcere.

 

"Com'è possibile che si stato condannato un innocente?", ha detto il custode subito dopo la sentenza, piangendo davanti al suo avvocato Luca Capasso, che ha annunciato un ricorso in Appello. "Speriamo che la verità giudiziaria venga fuori - ha detto l'avvocato Capasso - ovviamente non ci aspettavamo questa sentenza, alla luce di due decisioni favorevoli, quella del gip che ha rigettato l'arresto e, soprattutto, quella del Riesame che entrando nel merito aveva evidenziato che non c'erano indizi di colpevolezza nei confronti dell'imputato".

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