Morti sospette in corsia, nelle intercettazioni frasi choc

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Si allarga l'inchiesta nell'ospedale di Saronno. I sospetti di chi sapeva non sono mai venuti a galla. Attorno ai due arrestati un clima di paura e omertà

Emergono frasi choc nelle intercettazioni dell’inchiesta sulle morti sospette all’ospedale di Saronno. Diverse persone sapevano che al Pronto Soccorso del nosocomio accadesse qualcosa di strano, ma i sospetti di medici e infermieri non sono mai venuti a galla. Nelle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dagli inquirenti, Laura Taroni, l’infermiera finita agli arresti insieme al medico Leonardo Cazzaniga, dialogando con il figlio parla della “necessità di uccidere” sottolineando che “per uccidere non si può usare la spada, bisogna essere furbi e commettere l'omicidio perfetto: quello farmacologico". Frasi pesanti e compromettenti, contenute nelle 61 pagine delle carte degli inquirenti.

 

Le intercettazioni choc. “Io ogni tanto ho voglia di... uccidere qualcuno...ne ho bisogno”. La frase riportata sarebbe stata pronunciata da Laura Taroni, l’infermiera di 40 anni finita agli arresti con l’accusa di aver ucciso almeno 5 persone all’ospedale di Saronno insieme al medico anestesista Leonadro Cazzaniga. "Tu ne hai parlato con la psichiatra?" chiede il dottore all’infermiera. Lei gli risponde "Si, ma a me ha detto: però non lo fa". Cazzaniga, chiude la conversazione dicendo "ma non sa che lo hai fatto". Sempre a quanto si legge sulle carte, Taroni consiglia Cazzaniga su come deve comportarsi: "Secondo me non devi aver paura di venire al lavoro (...) non pigliarti più i casi". Lui risponde: "non c'è nessuna prova capisci, dove sono? Sono illazioni".

 

Il protocollo Cazzanica. Gli anziani malati che arrivavano al Pronto Soccorso a Saronno e si affidavano alle terapie del dottor Leonardo Cazzaniga venivano inconsapevolmente sottoposti a un "cocktail" di farmaci che si è poi rivelato mortale. Il medico - che in un'intercettazione si definisce "l'angelo della morte" - non solo addormentava i suoi pazienti, ma dava loro una morte dolce, almeno secondo lui. Secondo alcune testimonianze raccolte in ospedale, c’era una sorta di clima di terrore attorno al dottore e all’infermiera. I due, che sarebbero stati legati anche da una relazione amorosa, sono accusati anche di aver ucciso il marito della donna. Descritto nei corridoi dell'ospedale come un uomo dal carattere polemico, Cazzaniga era stato denunciato da due infermieri che però hanno ammesso di essere a conoscenza del “protocollo” solo dopo che è scoppiato lo scandalo. 

 

 

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