Morti sospette in corsia, indagini si ampliano: altri possibili casi

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Dopo la morte del marito di Laura Taroni, l’infermiera e il medico anestesista sono accusati dei decessi di almeno altre quattro persone. Sette colleghi dell'ospedale di Saronno ammettono: sapevamo del “protocollo Cazzaniga”

Un'inchiesta destinata a non chiudersi in fretta, quella che ha portato all'arresto del medico anestesista Leonadro Cazzaniga, sessantenne accusato di aver ucciso con un cocktail di farmaci quattro anziani pazienti arrivati nel Pronto Soccorso di Saronno dove lavorava. Con lui arrestata anche la sua compagna, Laura Taroni, responsabile della morte di suo marito. A indicarle quali farmaci usare sarebbe stato lui, il dottor Cazzaniga.

 

 

Il caso si allarga  -  Ad oggi il faldone delle indagini svolte dai carabinieri di Saronno, coordinati dal Procuratore Capo di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana, e dal sostituto Cristina Ria, riguarda casi compresi tra il 2012 ed il 2013. Gli investigatori, dopo aver passato al setaccio numerosi casi gestiti in pronto soccorso dal dottor Cazzaniga, ritengono che il numero potrebbe crescere in modo considerevole. Due sono i casi su cui i carabinieri sono già al lavoro: quello della morte della madre della Taroni e di quella del padre di Cazzaniga. La prima è deceduta in casa, il secondo è morto in pronto soccorso, proprio mentre il figlio era di turno.

 

Infermieri: sapevamo del “protocollo Cazzaniga” – Parallelamente, emerge un altro fatto. Sarebbero infatti 7 gli infermieri dipendenti dell'ospedale di Saronno che avrebbero ammesso di aver sentito parlare del "protocollo Cazzaniga", applicato ai pazienti del Pronto Soccorso.

 

 

L’avvocato di Taroni -  Raggiunta da Sky TG24, l’avvocato difensore di Laura Taroni, Monica Alberti, afferma che la donna “è visibilmente scossa” e aggiunge che chiederà misure alternative al carcere. I suoi figli, intanto, sono stati affidati a una comunità.

 

Intercettazioni -  Dalle carte, 61 pagine, emergono infine intercettazioni compromettenti per i due amanti finiti in carcere.

 

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